Ambra del Simeto, ambra antica italiana rosso passione!

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Rara, unica, di una bellezza senza eguali è l’Ambra italiana…eh sì! Vi ho già detto che l’Italia è ricca di ogni meraviglia!?

Di tipi di ambra ce ne sono davvero molti sparsi in tutto il mondo. Oggi vi parlo della Simetite ovvero Ambra del Simeto. Il Simeto è un fiume Siciliano sulla cui foce e coste limitrofe fin da tempi remoti si possono trovare pezzi di Ambra. Oggi è molto rara infatti la sua quotazione è alle stelle…se avete in casa un manufatto di Simetite tenetelo stretto…è un tesoretto!

Pochi sanno che la Via dell’Ambra ha avuto origine proprio dalla Sicilia! Tesoro antico che assieme al Corallo creava una rete di commercio lungo tutto il Mediterraneo.

É sempre stata raccolta tra la primavera e l’estate, quando le mareggiate e le piene del fiume ne facilitava l’avvistamento, e lavorata da maestri catanesi per ricavare gioielli, coppe, teche…infatti Catania è la città per eccellenza per la sua lavorazione.

La sua attuale difficile reperibilità ha fatto scoprire un altro fiume più ad est dell’isola, il fiume Salso, che ancora la trasporta verso il mare, in generale sulle coste siciliane si trova ancora.

Nata milioni di anni fa da enormi foreste di conifere, le sue inclusioni più frequenti sono aghi di conifera, bolle e insetti che ne aumentano il valore. Tra le ambre è la più pregiata con una varietà di colori molto ampia, dal giallo miele, più spesso arancione, arancione-bruno a rosso scuro ciliegia. È più spesso di colore rossiccio ciliegia in alcuni casi con riflessi vinaccia ma la sua particolarità, che la distingue da ogni altra ambra, è la sua fluorescenza sotto i raggi UV che tende al verdino o al bianco bluastro. Nella lavorazione viene considerato un materiale elastico e di facile incisione ma molto resistente.

Nella mia collezione ho una collana in Simetite che risale agli anni ’50, quindi potete immaginare l’usura che danni potrebbe aver arrecato…e invece è lucida, splendida e vitrea come il primo giorno!

La Simetite è conosciuta e utilizzata dall’uomo fin dalla preistoria, ne troviamo reperti anche tra gli Etruschi e gli Eneti ma il suo ufficiale utilizzo in gioielleria è del 1600 dove fu riconosciuta come gemma preziosa.

Inutile dire che è oggetto di collezione da secoli, Goethe ne era affascinato e l’abbate di Ferrara ne vantava il possesso di ottanta pezzi!

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