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Amuleti e Talismani: quale la loro differenza?

Dal passato ad oggi i gioielli hanno sempre accompagnato l’uomo nella sua evoluzione e questo non finirò mai di sottolinearlo perché l’evoluzione del gioiello, il suo significato nei tempi, la sua lavorazione, il suo commercio e i simbolismi in esso espressi fanno di fatto la storia dell’uomo nel senso più intimo e più stretto del termine. Con questi monili noi siamo venuti a conoscere nello specifico delle culture, di come si componeva la società, delle caste, delle religioni, della sopravvivenza, del commercio, dell’artigianato, della medicina, dei ritmi quotidiani di tutte le popolazioni antiche e meno antiche conosciute. Vi pare poco!

Dopo tutta questa introduzione passiamo all’argomento di oggi: Amuleti e Talismani. Il gioiello è di fatto scelto non solo per la sua bellezza ma per le sensazioni che suscitano in noi indossandolo.

In effetti se pensiamo all’uomo antico non possiamo che collegare i suoi monili a composizioni scaramantiche o portafortuna ed è proprio così. Prima di essere usato come decorazione il gioiello era considerato un oggetto che propiziava, che proteggeva e una sorta di dono di varie entità divine che andavano a loro volta onorate.

Il primo scritto in cui troviamo il termine amuletum è il famoso testo di Plinio il Vecchio “Naturalis Historia”(XXI,15) dove leggiamo di oggetti semplici, non lavorati che hanno lo scopo di proteggere.

Amuleti e Talismani implicano una condizione di fede, spesso le persone al di là della religione sono legati ad un oggetto perché lo considera un qualcosa a cui si sente legato intimamente e a cui affida le sue speranze. Di fatto se non ci fosse questa fiducia il Talismano o l’Amuleto non funzionerebbero ma c’è una differenza tra un atteggiamento maniacale e un sano atteggiamento meramente scaramantico che non implica un condizionamento soffocante in ogni aspetto della vita.

Se fin dall’antichità l’uomo è stato attratto da questo tipo di monili non si può negare ai giorni d’oggi che loro non abbiano effettivamente degli influssi positivi, certe volte che derivano dalla tradizione, altre volte che si tramandano per lungo tempo di generazione in generazione su oggetti ereditati.

Ma che differenza corre tra Amuleto e Talismano?

Il primo ha funzione apotropaica, protegge dal male che proviene dall’esterno, quindi da influssi negativi cosmici, da malocchio e fatture, dai demoni ecc…sono prevalentemente medaglioni di forme particolari (scarabeo, luna…) o associazioni di pietre. L’etimologia potrebbe derivare dal latino a-molior che significa allontanare.

Il secondo è un sigillo propiziatorio, attira abbondanza, amore, salute e buona sorte, solitamente si lega a scritte o simbolismi incisi su pietra o metallo. In alcune culture venivano tessuti su stoffe. Solitamente dopo averlo creato viene caricato da un rituale che lo attiva.

La parola “talismano” risale agli anni 1630 dall’arabo tilsam, un termine che proviene a sua volta dal greco bizantino télesma (τέλεσμα), ovvero “completamento”.

Successivamente parlerò in maniera più particolareggiata di ciascuno di loro.

Questo articolo ha un commento

  1. Alice

    Mi fa’ piacere aver letto questo articolo perché non conoscevo la differenza tra amuleti e talismani! Grazie Kyra
    Aspetto altri aggiornamenti

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