Avorio vegetale, ecologico ma magnificamente efficace

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Un giorno, parlando con un’amica che lavora con le pietre preziose, si discorreva su quante imitazioni di Corallo potessero esistere e fu così che venni a conoscenza dell’esistenza dell’avorio vegetale.

Parlando di avorio mi vengono in mente i corni degli animali e i gioielli africani, tribali.

Sono stata piacevolmente stupita nell’apprendere dell’esistenza dell’avorio vegetale, un materiale che consente di fare gioielli senza far soffrire nessun animale.

L’avorio vegetale è conosciuto anche con il nome di corozo o tagua ed è un materiale che viene ricavato dalle palme (Phytelephas macrocarpa), più precisamente dai suoi semi (mococha), nelle foreste puviali del Sud America e in Equador.

I semi di queste palme vengono essiccati in modo che la sua consistenza, colore e aspetto si modifichino diventando estremamente simile all’avorio di origine animale, è un materiale facile da lavorare e si appresta molto bene ad essere colorato.

Nel passato era il sostituto economico dell’avorio e fu molto utilizzato una volta che fu messa al bando la caccia agli elefanti.

Con l’avorio vegetale si possono fare davvero tante cose: bottoni, perline, gioielli, strumenti musicali come le cornamuse, pavimenti, rivestimenti e mosaici.

Ma che differenza c’è con il vero Avorio? Abbiamo detto che si assomigliano ma per cosa?

  1. durezza (2,5 della scala di Mohs);
  2. l’assenza di sfaldatura;
  3. la lucentezza cerea;

Ma ci sono anche differenze:

  1. il corozo si scheggia irregolarmente, l’avorio si scheggia verticalmente;
  2. la fluorescenza per il corozo è bianco-bluastra, per l’avorio è bianco-azzurra-giallastra;
  3. il corozo è meno denso rispetto all’avorio, è infatti la sua porosità che gli permette di essere lavorato con colorazioni e tinture.

Purtroppo fino al 2018 il bracconaggio portava all’uccisione di animali solo per soddisfare la richiesta di avorio della Cina (1 Kg di avorio poteva arrivare a valere 2.000,00 $!).

Ora specie protette come elefanti, rinoceronti, tigri, orsi, lupi ringraziano di non dover soccombere per monili e suppellettili, grazie all’avorio vegetale.

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