Capim d’Oro – l’oro vegetale degli Incas

Avete mai sentito parlare dell’oro vegetale?

Io per la prima volta ne ho sentito parlare in fiera a Bologna otto anni fa.

Dalla pianta brasiliana del Capim dourado, nella regione del Jalapao nello stato di Tocantins, in Brasile, nasce il Capim d’Oro, una fibra naturale che si lavora e si intreccia per creare magnifici gioielli e non solo, borse, cappelli e vari accessori fin dove arriva la fantasia.

Si parla di gioielli ecologici e in questo caso sono davvero belli e resistenti, ho ancora il gioiello che ho acquistato ed è ancora come il primo giorno. Certo bisogna avere delle accortezze, stare attenti a non spruzzarci sopra profumi, lacche e tenersi lontani dalle candele, he he!

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Una curiosità è che il terreno ricco in alluminio dona più lucentezza ai colori della pianta che è già molto particolare col suo colore oro.

La composizione e la lavorazione è ancora a mano, ogni realizzazione è unica e fedelmente intrecciata da abili artigiani del Jalapao, il Paese però impone un commercio limitato dentro ai confini.

Gli stili sono molteplici e spesso ogni creazione, soprattutto di gioielli, viene accompagnato con perle di pietre semipreziose.

Le prime testimonianze si hanno quando i Portoghesi sbarcarono nelle Americhe, circa 1500 d.C., e si addentrarono nel territorio, si trovarono davanti a distese dorate di Capim dourado e pensarono di aver trovato l’oro.

Gli Indios sono da sempre bravi nella raccolta e lavorazione di questa pianta. Generalmente la raccolta è da settembre a novembre ma la pianta deve essere matura per mantenere il suo colore brillante, poi viene essiccata e suddivisa tra steli sottili, usati per i gioielli, e steli più grossi, per comporre qualsiasi altro oggetto come borse e cappelli.

Quest’arte viene tramandata di generazione in generazione e si basa essenzialmente su due tecniche: il cucito e la tecnica del wire. La prima si basa sul semplice intreccio degli steli, la seconda invece serve a ricoprire fili di metallo per mantenere le forme.

La legislazione brasiliana protegge questa pianta e questo commercio cosicchè il popolo degli Indios può avere un’economia sostenibile.

Nei tempi moderni la sua espansione si deve allo sviluppo di creazioni in bijoux, collane, orecchini, bracciali, sempre più fantasiose e il fatto che è resistente all’acqua, duraturo nel tempo, leggero e completamente anallergico.

Un’ultima curiosità ci mostra come la Sardegna abbia sposato questa tecnica per abbinarla alla famosa filigrana, tipica di questo territorio, per completarsi a vicenda e creare gioielli unici e dallo stile nuovo.

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