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Gioielli armeni una tradizione antica

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Nel museo storico nazionale di Yerevan e in quello di Etchmiadzin si trovano i gioielli più antichi dell’Armenia, in particolare i gioielli in argento tipici del costume armeno.

Quattromila anni fa gli armeni erano già maestri nell’estrazione ed uso dei metalli: gli altopiani armeni offrivano loro ricchi giacimenti in oro e argento che ben presto impararono a sfruttare sviluppando l’arte dell’oreficeria. L’arte in gioielleria è sempre stata un caposaldo della società, considerando i metalli potenti amuleti venivano impiegati sia per adornare il vestiario quotidiano di uomini e donne, sia nelle decorazioni che negli oggetti di culto.

Le principali risorse dell’Armenia in termini di materie prime sono costituite dai minerali: molibdeno, rame, oro, argento, ferro. Anche le riserve non metallifere costituiscono una voce importante dell’economia armena, dove vediamo marmo, tufo vulcanico, bentonite, zeolite e pietre preziose come perlite, Turchese, Ossidiana.

L’export riguarda soprattutto pietre preziose e metalli, ha una valenza strategica e punta al commercio con bassi costi di spedizione e possibilmente via aerea. Così si trova in rapporti con Belgio, Israele, Russia, Europa e Stati Uniti. Purtroppo la concorrenza è alta in questo settore.

Il mercato Vernissage si tiene nella capitale, all’aria aperta al sabato. è un evento che richiama voglia di scoperta e entusiasmo fanciullesco tra i banchetti artigianali e dell’usato. Ovviamente non può mancare un degno esponente delle pietre preziose e infatti troviamo tra rudimentali tavolini e scatoloni un’esposizione alla buona di corna, ossa e pietre preziose incastonate in gioielli rustici/etnici che dona un senso di semplice e umile, molto piacevole da indossare.

Nella tradizione armena i gioielli passavano di generazione in generazione e più ornamenti portavano le donne, più esaltavano il loro status sociale. Quindi sono molto in uso i gioielli antichi che acquisiscono valore soprattutto perchè si porta avanti l’appartenenza alla famiglia. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta!

Molto diffusa la cintura d’argento sopra il vestito anche per gli uomini che in argento massiccio simboleggiava il coraggio e in oro la prosperità. Le cinture delle donne erano tempestate di pietre preziose e usate come amuleto di protezione, il copricapo coperto da un ulteriore copricapo tempestato di monete esaltava la loro femminilità. Collane, anelli massicci, bracciali, una donna armena portava kili di gioielli prevalentemente in argento massiccio, in particolare i gioielli monetali che simboleggiavano il potere e lo status sociale.

Durante l’impero ottomano-armeno gli armeni si distinsero per la loro arte orafa, i gioielli con monete d’oro (altin ottomano) rappresentavano il potere, il prestigio e l’usanza di regalarli ai matrimoni dava modo agli sposi di cominciare con un gruzzoletto come fonte di risparmio. I soggetti riportati nei gioielli e nelle monete avevano influenze persiane e bizantine ma nelle zone rurali i disegni erano molto più semplici e prevalentemente in argento.

Matenadaran, Museo di manoscritti antichi di in Yerevan, possiede un tesoro di cultura e tradizione armena non indifferente, i gioielli antichi non erano gli unici oggetti destinati all’arte della lavorazione dei metalli preziosi, coi suoi libri decorati con fili d’oro, d’argento e pietre preziose. Ogni momento quotidiano, stagionale, evento, era intriso di artigianato di gioielli e decorazioni, ad oggi rimangono costumi e tradizione in eventi come matrimoni e battesimi.

Popolo spesso invaso, alternava periodi di guerra a periodi di pace dove fiorivano costumi e tradizioni che di volta in volta aggiungevano dettagli presi in prestito dagli abiti dei popoli con cui interagivano (persiani, tatari-mongoli, bizantini, iraniani, arabi, greci, cinesi ).

I gioielli hanno sempre avuto un ruolo importante nella vita degli armeni, tutt’oggi i rapporti coi Paesi limitrofi e l’entrata nell’Unione Euroasiatica mettono l’Armenia in condizione di essere mediatrice nell’ambito commerciale mantenendo standar di prestigio nel settore del gioiello.

La croce armena, Khachkar, il cui nome significa croce di pietra, veniva usata sulle tombe. Poteva essere decorata con fiori, melograni, grappoli d’uva e fogli come a simboleggiare l’albero della vita; simboleggia il mediatore con Dio, che indica la strada del Secondo Avvento. Usato da più di 2000 anni raggiunse il suo apice durante il Medioevo. Inizialmente si usava scolpire sulla pietra vishapakar oggetti di culto vicino alle fonti di acqua, a forma di dragone per poi prendere forme quadrangolari nel VIII-VII a.C. con iscrizioni in lingua uratea o cuneiforme, considerati gli archetipi del Khachkar.

Usato come pendente è un amuleto che protegge dai disastri naturali. La croce del Santo Salvatore viene detta amenaprkitch e riporta scene della Crocifissione. Non è strano visto che gli armeni furono i primi ad abbracciare il Cristianesimo. E’ una forma d’arte unicamente armena tanto che dal 2010 sono inseriti nel patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco.

La Melagrana in diverse culture ha assunto un significato religioso e culturale importante. Cresce in territori semi desertici e apparve nel IV secolo a.C. in Mesopotamia. In Armenia è il secondo frutto più usato da millenni e rappresenta, fertilità, abbondanza e il significato più profondo di famiglia come unione, appartenenza. Molti gioielli la rappresentano. Chiamato in armeno “Nur” è il simbolo dell’Armenia. Il Granato è la pietra che viene più usata per questo soggetto perchè il suo colore rosso richiama i chicchi del frutto del melograno. Specificamente il Granato piropo dal color rosso sangue nei popoli dell’Asia occidentale (di cui fa parte l’Armenia) dove spesso nella storia sono stati soggetti ad invasioni e conflitti cruenti, veniva considerato un amuleto che protegge dalle ferite o che ne velocizza la guarigione.

Si dice che Noè per illuminare l’arca usasse carbonchi di Almandino (granato violaceo) e si sa che il Monte Ararat dove sbarcò è sacro agli armeni sebbene sia in Turchia a confine con l’Armenia.

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