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Gioielli dei Maya, una civiltà una storia tutta da scoprire

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L’area della civiltà Maya si estende dal Messico alla penisola dello Yucatan e probabilmente risale al III millennio, ma di quest’epoca remota mancano totalmente reperti archeologici. Il primo documento storico è una lastra di Giada nefritica incisa che risale solamente al II secolo della nostra Era.

Nel territorio dei Maya non ci sono mai stati grandi quantitativi di metalli, giusto oro e rame molto malleabili ma non adatti a forgiare strumenti di lavoro. Quindi fin dall’antichità l’utilizzo delle pietre si verificò essere indispensabile proprio per la sopravvivenza.

Ecco che le pietre e l’osso erano materiali che usavano molto spesso per i loro ornamenti e solo più avanti vengono presi in considerazione i metalli.

I gioielli venivano portati sia dalle donne che dagli uomini, la differenza sta nell’uso di anelli al naso o tappi per le labbra che erano riservati agli uomini che dovevano distinguersi di rango sociale.

La pietra per eccellenza usata dai Maya era la Giada, veniva estratta nel Guatemala e lavorata per creare collane, bracciali, tappi per le orecchie, anelli, orecchini, perline e decorazioni incise per originali ma caratteristici copricapi. Per questa civiltà era un materiale sacro e tenuto molto più in considerazione rispetto all’oro, per loro rappresentava tutto ciò che aveva importanza fino al romantico amore eterno. Col passare del tempo impararono anche a creare perle di ceramica colorata da usare come perline per distanziare i pendenti di Giada più elaborati ma non solo, vennero realizzati in tutta la Mesoamerica, oggetti di ogni tipo, decorati con incisioni, rilievi o intagli e dipinti e spesso lucidati con diverse tecniche; La Ceramica Maya per fantasia, disegno e forma può essere paragonata a quella Greca Classica, sicuramente migliore di quella Romana e di quella Medio Orientale

I soggetti incisi in questa pietra erano legati alla natura, come animali, piante, volti, spesso nei gioielli si usava la Giada associata alle conchiglie, a volte incise, a seconda se erano gioielli decorativi o a scopo religioso. Sacerdoti e guaritori si adornavano di molti gioielli in Giada che spesso veniva usata anche a scopo medicamentoso per problemi renali e come offerte agli Dei. Questa pietra aveva un alto valore tanto da essere usata come merce di scambio, come premi per i vincitori dei loro famosi giochi e anche per esibire il proprio rango all’interno della tribù.

In ambito funerario, nelle tombe sono state rinvenute perle di Giada, coperte, cibo e in tempi più evoluti anche maschere di Giada, madreperla e ceramica.

La produzione di opere artistiche in generale evolse anche il ramo della gioielleria da parte dei Maya. Comincia nel periodo preclassico (dal 1500 a.C. al 250 d.C.), diventa florida nel periodo classico (ca. 200 d.C. fino al 900) e continua nel periodo postclassico fino al XVI secolo, cioè fino a quando giunge alla sua fase conclusiva con la distruzione della cultura di corte da parte degli invasori spagnoli che misero così fine ad una grande tradizione artistica.

Un’altra pietra lavorata in maniera molto grezza rispetto alla Giada era l’Ossidiana che veniva usata per le sue proprietà taglienti. Veniva usata come coltello, rasoio e punte per le frecce ma l’utilizzo più interessante che ci hanno rivelato i reperti sono gli specchi magici che i Maya usavano nei rituali religiosi.

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