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Gli anni nei quali l’Ambra spopolava

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Incastonata in orecchini, pendenti, bracciali, spille ed alte fasce che adornavano i vestiti l’Ambra usata da sempre, già dai popoli antichi, ha visto il massimo del suo utilizzo nel 1300 e nel 1600 d.C.

Di origine fossile questa pietra ha una storia affascinante: ora noi possiamo ammirarla per la sua luce rossastra che ricorda il sole al tramonto, i suoi riflessi miele che illuminano anche l’abito più monotono e la sua eleganza che sia in perle opache che lucida, risulta intramontabile…ma la sua storia risale al terziario quando tutta l’Europa Settentrionale era vestita di alberi di conifere che i cataclismi dell’epoca hanno raso al suolo; le gocce di resina è ciò che ci è rimasto di quelle immense foreste e oggi tra le gemme è la regina indiscussa.

Preziosa e ricca di frammenti di storia intrappolati al suo interno ha sia un valore decorativo che medico (per il suo contenuto in acido succinico), sia scientifico poiché come una capsula del tempo ci ha permesso di studiare tutti i frammenti di flora e fauna che ha portato a noi.

Al giorno d’oggi se ne trova in abbondanza nella regione di Kaliningrad in Unione Sovietica.

Non tutti sanno che le arenarie del cretaceo in Moravia, contengono resine fossili che differiscono dall’Ambra per la diversa età geologica, vengono definite Valchovite, mentre altre della stessa età geologica sono Muckite e Neudorfine, tutte resine di color giallo più o meno opache.

Nel ‘300 e nel ‘600, cioè in pieno periodo Gotico, si ha un’affermazione di eccellenza per l’Ambra e i centri di lavorazione che spiccavano erano Bruges in Belgio e Lubecca in Germania che producevano statuette e grossi grani da rosario tanto in voga in quei tempi.

Nel cuore del Barocco, la capitale della lavorazione di oggetti in Ambra è Königsberg, in Prussia dove spicca l’impareggiabile Giorgio Schreiberg che riforniva nobili e reali. Con l’annessione della Prussia alla Polonia nel 1660, il primato si sposta a Danzica.

La tecnica utilizzata era quella del taglio dell’Ambra in lastre sottilissime che vengono composte creando fantastici giochi cromatici sfumati. Con le lastre di Ambra si impiallacciano specchiere e trumeau, si creano intarsi e mosaici. È questo il periodo in cui nascono mirabili oggetti decorati all’Ambra di cui fa parte la collezione medicea oggi esposta al Museo degli Argenti di Firenze.

Nel tardo Barocco con l’Ambra si realizzano oggetti da Toilette, scrignetti, scatole, boccette fino alla metà del diciottesimo secolo quando viene soppiantata dalla porcellana e relegata a scopo di decoro in gioielli i quali saranno rivalorizzati sono in epoca vittoriana. Intagliata in finissimi cammei, forgiata nelle forme tipiche naturalistiche del periodo. Alla pine di questo periodo si scopre anche un nuovo modo per lavorarla, fonderla a 350 °C e liberandola così dalle scorie, si pressa ottenendo una sostanza detta “ambroide” che si modella a seconda dell’esigenza limitando gli sprechi.

Le imitazioni non si fanno attendere e qui la fanno da padrone le creazioni esotiche di Bakelite e Galatite, nel dubbio, altro non sono che resine sintetiche.

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