Al momento stai visualizzando I gioielli di Francia in stile napoleonico

I gioielli di Francia in stile napoleonico

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Stile
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Con la rivoluzione francese anche lo scenario dei gioielli cambia. La produzione di gioielli si blocca e gli orafi scappano letteralmente dal Paese per sopravvivere. Il Diamante viene visto simbolo di “nobiltà decadente” e di conseguenza il suo commercio viene rifiutato letteralmente su tutto il territorio. Comincia ad andare di moda soprattutto tra le popolane il filo rosso attorno al collo con asola dietro come simbolo della rivoluzione e della testa mozzata dalla ghigliottina e c’è chi preferisce infilare una perla di pietra e chi un pendente.

Quando l’atmosfera si calmò e il popolo trovò nuova speranza nella Repubblica e nel suo Primo Console Napoleone, anche i gioielli ripresero nuova vita sia nel commercio sia come nuove originali creazioni.

Vediamo così ritornare il Diamante e il Cammeo con uno stile neo-classico squisitamente influenzato dall’antica Grecia e Roma.

La pietra protagonista indiscussa in questo periodo è ovviamente la Corniola, intagliata in Cammei, scolpita e incastonata per realizzare orecchini, collane, diademi e bracciali, accessibile un po’ a tutti e in ricordo di quanto è stato. Infatti lo stile sia nei gioielli che nella moda si vuole distaccare completamente dallo stile di regime del passato creando linee più fluide e meno impettite soprattutto nell’ambito femminile. Tuttavia era impossibile tornare indietro e una moda decisamente più libera di quella degli anni precedenti il 1789 si stava ormai diffondendo in tutta Europa, anche grazie ai giornali femminili, veri e propri strumenti di marketing della moda parigina.

Non vediamo più massicce incastonature in oro o argento ma design più morbidi, stando ben attenti a non cadere nel barocco, si da spazio a linee più sobrie e lineari evitando l’arlecchino di colori.

La memoria però si perde velocemente e dopo solo 5 anni vediamo Napoleone incoronato Imperatore di Francia con una corona ad imitazione della corona di alloro degli imperatori romani, tutta in oro massiccio. L’oro è sempre stato considerato il metallo più pregiato, eppure fu momentaneamente messa da parte in favore di metalli più vili: le donne prussiane, negli anni della lotta patriottica anti-francese, andavano fiere dei loro anelli di ferro su cui era incisa la frase “Ho donato dell’oro per il ferro”. A questo proposito lo stesso Napoleone regalò alla sua amante polacca Maria Walewska un anello a forma di scarabeo, la sua particolarità è di essere stato realizzato con la pallottola d’acciaio che aveva abbattuto il suo cavallo nella battaglia di Dresda (1813) e che era ovviamente destinata a lui. Regalare vistosi ed originali gioielli alle proprie amanti non è dunque una novità di oggi.

Il valletto di Napoleone, Constant Wairy, scriveva nel suo diario (pubblicato pochi anni fa da Sellerio): “Diceva anche che la mancanza di moralità era il vizio più dannoso per un sovrano che ha il dovere di essere d’esempio. Quello che egli intendeva per immoralità era senz’altro la pubblicità scandalosa data a relazioni che dovevano rimanere segrete mentre non riteneva immorali le relazioni di per sé, che, come avrebbe fatto chiunque, non respingeva quando capitavano”.

Comincia il periodo dove a far moda sono i gioielli imperiali, non solo per la collezione di Napoleone ma anche per i gioielli indossati dall’imperatrice Giuseppina la quale, dimenticando il passato, vive una vita lussuosa e dispendiosa. Una caratteristica degna di nota è la sua passione per il ruolo dei Diamanti come piccole gemme ad esaltazione di una pietra preziosa protagonista a forma ovale o goccia di grandi dimensioni. Celebre la parure di Diamanti e Smeraldi che regalarono alla figlia adottiva di Giuseppina, Stèphanie de Beauharnais, per il suo matrimonio.

Un altro gioiello distintivo di quest’epoca e molto usato è la cintura gioiello che si portava sul capo di abbigliamento stile imperiale, sotto il seno.

Col divorzio da Napoleone dovette rinunciare ai gioielli dell’impero ma portò con sé la sua personale collezione privata che tenne con sé fino alla fine.

Neanche un anno fa, i gioielli di Diamanti e 38 Zaffiri dello Sri Lanka di Stèphanie de Beauharnais, sono stati messi all’asta a Ginevra. Li ha ereditati solo dopo la morte della legittima erede di Giuseppina, la figlia Ortensia. Tra questi gioielli troviamo il Toi et Moi, anello di fidanzamento che Napoleone donò a Giuseppina e la preziosa parure in Zaffiri e diamanti composta da collana, orecchini, 2 spille, 2 pendenti, un anello e una cintura gioiello sottoseno atto a decorare i capi stile impero che oggi troviamo smontata e riassemblata in una tiara e un bracciale per volontà della figlia mediana di Stèphanie.

Non si sa come ma un anello con Cammeo raffigurante Napoleone è finito nella collezione dei gioielli di Elisabetta II d’Inghilterra.

I gioielli di Napoleone esposti nel 2010 nel Museo dei Diamanti di Anversa comprendevano anelli, collane, orecchini, bracciali e corone, ma anche onorificenze, armi di lusso, piatti e vasi, documenti e stampe, raccontano l’epopea napoleonica, ricordandone i protagonisti, gli episodi storici più celebrati, lo stile di vita della nuova nobiltà che si era stretta attorno a Napoleone e le gioie dell’Imperatrice Giuseppina.

Lascia un commento