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I gioielli di Venezia un’antica rara tradizione

Venezia in passato risultava centro di cultura ed arte, molte arti sono state raffinate in questo centro con riconosciuto prestigio in tutto il mondo allora conosciuto. In particolare l’arte dell’oreficeria e dell’argenteria che con l’invasione francese perse molto, molte opere e molte conoscenze…ma c’è sempre un piccolo angolino della porta dal quale scappa uno spiffero e infatti così fu anche in questo caso, non certo per quanto riguarda la gioielleria in ambito religioso ma in quello privato, dove si tennero gelosamente segregate opere di immane bellezza oltre che la possibilità di rimettere in piedi una nicchia che è pervenuta fino a noi.

Gli artigiani erano famosi per i loro manufatti in Ambra, create in stile paleoveneto, cammei in vario materiale, Corallo, avorio, oro, madreperla, lavorazioni in filigrana di anelli, orecchini, pietre varie incastonate tra cui molti Lapislazzuli e Turchesi, oppure le file di perle che adornavano il petto prosperoso delle cortigiane, catenelle Manin, simbolo dell’oreficeria veneziana, il Moretto tipico della gioielleria durante la Repubblica Serenissima e la Rosetta veneziana la Regina delle Perle di vetro.

Le Catenelle Manin

La famosa catenella veneziana esportata in tutta Europa, è costituita di un filo d’oro di 22 carati, piccoli anelli d’oro con sezione cava semicircolare, saldate assieme per formare una maglia fine tale che 1 grammo d’oro bastava a forgiare una catenelle di 15 cm.

Maestri d’Arte manuale in una lavorazione chiamata inizialmente entercosei, poi chiamata Manin a partire dal XVIII secolo. Molto ricercata è estremamente rara trovarla al giorno d’oggi e bisogna stare attenti a non scambiarla con quelle ancora create in tempi moderni in India.

La tecnica fu appresa a Costantinopoli nel lontano VI secolo e destinato a decorare il collo delle nobildonne veneziane durante tutta l’epoca della Repubblica di Venezia.

La tradizione vuole che una madre la tagliasse in parti uguali per darla in dote alle figlie, infatti quelle che si trovano sono lunghe solo pochi centimetri.

La famiglia Manin che dà il nome a questa catenella era molto ricca e prestigiosa in Venezia

Il nome Manin è anche noto per essere stato l’ultimo Doge, Ludovico Manin IV, colui che con dignità affrontò la dissoluzione della Repubblica minacciata da Napoleone Bonaparte, il 12 maggio 1797 e presiedette l’ultima seduta del Maggior Consiglio che ne decretò la fine, dopo più di undici secoli di indipendenza e di gloria.

I Moretti Veneziani

I Moretti Veneziani risalgono al ‘500 ed è forse il gioiello più rappresentativo dell’artigianato e della gioielleria di Venezia e della sua Repubblica.

Con il termine Moro si indicavano i pirati saraceni musulmani che attentavano alle colonie della Repubblica. Così per il veneziano rappresentava un amuleto per esorcizzare i pericoli ma anche un simbolo di potere e supremazia della Repubblica sui mari del Mediterraneo.

È un gioiello nato dalla sintesi di varie suggestioni culturali quindi utilizzando varie tecniche come la Filigrana, incisioni, trafori che troviamo negli usi più disparati: spille, ciondoli, orecchini, fermacravatte adornati con ebano o pietre come Coralli, Perle, Smeraldi, Rubini.

Questo tipo di gioiello è stato molto apprezzato da personaggi come Grace Kelly, Liz Taylor, Ernest Hemingway, Elton John e Barbara Hutton.

La Rosetta Veneziana

Fu inventata a Venezia nel XV secolo e presto divenne la Regina delle Perle di Vetro. Il nome Rosetta le venne dato da Marietta Barovier, figlia del più famoso Angelo, associando il disegno della canna di vetro ad una rosa. Si tratta di un “disegno” a dodici punte, simili a stelle o petali che presenta quasi sempre le stesse combinazioni di colori: bianco, blu, bianco, rosso, bianco ed infine blu. I modelli più antichi sono formati da sette strati. Solo nei modelli dell’800 e del ‘900 gli strati sono sei o quattro. Il lavoro è eseguito da una squadra di quattro o cinque persone, ognuna con un determinato compito.

Le perle di vetro hanno una storia antica, nel territorio lo troviamo anche tra i Paleoveneti ma le prime risalgono al 2300 a.C. e molte se ne sono trovate in Mesopotamia.

Tornando alla Rosetta di Venezia è un lavoro estremamente impegnativo con molti passaggi alcuni dei quali estremamente critici per precisione e tempistica e questo fa dei Maestri Veneziani veri e propri Artisti degni di stima e ammirazione ancora ai giorni nostri. La Rosetta è stata esportata in Africa, in India e in America dove spesso veniva montata con altri elementi. A lei venivano e ancora oggi vengono attribuite proprietà scaramantiche, indica la classe sociale, l’età di chi la indossa ed è stata la prima perla veneziana ad essere utilizzata come moneta in cambio di oro, pietre preziose, avorio, spezie.

Dal 1911 a detenere i segreti per la creazione di questo gioiello è la ditta Ercole Moretti.

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