Al momento stai visualizzando I gioielli e l’uso dei metalli nella Grecia antica

I gioielli e l’uso dei metalli nella Grecia antica

La Grecia è una cultura che ha sempre destato interesse per saggezza ed eleganza. I fabbri micenei ci hanno lasciato una ricca eredità nelle tombe di re ed aristocratici, la descrizione dello scudo di Achille nell’Iliade è una preziosa testimonianza della maestria dei fabbri greci. Micene, Rodi e Creta sono isole che hanno sviluppato le loro tradizioni anche in ambito orafo.

Il culto del toro era molto sentito a Creta e nella sua gioielleria troviamo spesso come soggetto la testa di toro. La civiltà cretese nell’isola di Mochlos lascia molti reperti della spilla a margherita e molte perle di collane d’oro come anche perle in Corniola, Ametista e Cristallo di rocca. È in questo periodo che diventa uso comune il pendente a forma di tentacolo di piovra chiamata repoussè che nel retro è in lamina piatta di oro con l’interno cavo o riempito di sabbia di magnetite: si portava come pendente di una catena o infilato nell’ago di uno spillo per adornare un’acconciatura.

Nel 1475 a.C. i gioielli micenei erano prevalentemente caratterizzati da diademi con decorazioni a repoussè, orecchini del tipo a cerchietto, dischi da cucire agli abiti con rilievi di soggetti come polpi, farfalle, cervi e gatti. Il prodotto tipico dell’epoca tardo-micenea è la perla di collana a rilievo. Verso il 1440 a.C. i disegni diventano più belli e si comincia a utilizzare la tecnica della granulazione e degli smalti. I motivi decorativi sono di tipo floreale come gigli, edere e rose. La perla in forma di tamburo presenta interesse perché mantiene il ricordo delle perle di vertebra di pesce dell’età della pietra.

Dopo l’800 a.C. i Greci rinnovano i contatti con l’Oriente, i gioielli sono fiorenti e anche nelle tematiche della gioielleria si comincia ad avere influssi egiziani. Si aggiungono a questi motivi di spirali e teste di grifoni.

Da Rodi vediamo provenire bei pettorali in oro lussuosamente decorati con api, leoni, sfingi… è in questo periodo che nasce il bracciale a cerchio abbastanza largo per far passare la mano, decorato con motivi animaleschi, soprattutto leoni.

Nella Grecia Classica vediamo l’arte della decorazione con metalli non solo sui gioielli, era fiorente la produzione di vasi votivi in bronzo girando alcune lamine di bronzo su un tornio, manici e beccucci ottenuti tramite fusione in stampi che venivano fissati al vaso con rivetti. Le spade dei soldati greci erano forgiate con avanzate tecniche metallurgiche e decorate con oro e niello (lega metallica nera) raffiguranti scene di caccia e leoni.

Statuette di bronzo votive erano confezionate e collocate nei luoghi sacri. Le arricchivano riporti in pietra o argilla sagomate in stampi.

Gli abbigliamenti dei greci erano semplici, spesso rettangoli di stoffa fermati da spille e cinture. I capelli delle donne erano lunghi e raccolti in elaborate acconciature e il tutto abbellito da gioielli. Ne è un esempio la ghirlanda d’oro del IV secolo a.C. scoperta in una tomba greca di Armento, in Italia meridionale, formata da un intreccio di fiori e foglie di narciso, convolvolo, edera, mirto e rose, con dee alate alla sommità. Il manufatto riflette la moda dei gioielli vistosi dilagante nell’età ellenistica. È in questa epoca che troviamo una fiorente gioielleria greca che poi ha influenzato altre civiltà ed è giunta fino a noi come vere e proprie opere d’arte. Come in ogni civiltà i gioielli più sofisticati erano portati dalle donne più abbienti e a noi sono pervenuti poiché spesso questi facevano poi parte del corredo funerario. L’uso frequente di bracciali, orecchini, spille, collane, pendenti e diademi atti a decorare in modo sfarzoso le vesti. Ci sono pervenute collane elaborate e decorate con teste e pendenti a forma di pigna. La pigna era ritenuta simbolo di fertilità e sacra a Dionisio il quale viene rappresentato con un bastone, il tirso, con una pigna all’estremità.

Gli orecchini ornavano le orecchie sia in forma di semplici anelli sia in forma più elaborata con pendenti in oro, argento e pietre preziose.

Poi troviamo il peplo dorico fissato alle spalle tramite due fibule di cui fu vietato l’uso dopo che le donne ateniesi si resero conto di poterle usare come arma…ma pensa un po’!

Nel primo periodo classico le collane erano di perle in forma di motivi naturalistici, in piena epoca classica la medesima serie di motivi si ritrova pendula da una striscia compatta di fiori e foglie in composizioni delicate. In quest’epoca la granulazione viene sostituita con la tecnica della filigrana, le gemme sono usate di rado, ne troviamo incastonate negli anelli mentre gli smalti prendono piede.

Verso il III secolo a.C. vediamo un declino della gioielleria, con Alessandro magno vediamo prendere piede influssi dalle più disparate civiltà. Dalle conquiste molti tesori di re e gemme preziose furono disperse per il Mediterraneo e così si diffusero nuove tecniche tra cui la legatura delle gemme, probabilmente grazie agli influssi egizi, il nodo erculeo, considerato un talismano per la guarigione delle ferite e con cui si decoravano i diademi con incastonato un Granato al centro. Un altro diadema usato in epoca ellenistica era una striscia d’oro con un triangolo centrale e decorato a granulazione. Nei cerchi degli orecchini sono spesso infilate perle di Granato ed Onice.

Gli smalti vetrificati sono una tecnica tipica ellenistica che va a decorare ogni gioiello che ora vede motivi diversi come vittorie alate, anfore e colombe. Nelle collane vediamo la monotonia dello stile con catene alle quali sono attaccati pendenti a forma di giara o punta di lancia. Un nuovo motivo di origine orientale è la mezza luna adornata di gemme, di solito come pendente centrale della collana o del diadema. La serpe diventa motivo di decoro per anelli e bracciali. Il buon gusto classico nell’epoca ellenistica si perde e troviamo così gioielli prevalentemente in oro anche grazie alle nuove miniere scoperte in Macedonia.

La gioielleria greca ancora oggi ha le sue caratteristiche che la distinguono soprattutto in eleganza da quella di altre civiltà dell’epoca.

Lascia un commento