Al momento stai visualizzando I gioielli indiani, più importanti dei vestiti stessi.

I gioielli indiani, più importanti dei vestiti stessi.

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Stile
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Uno stile festoso che nei secoli non è mai tramontato.

Inizialmente la gioielleria indiana si sviluppò sotto l’influsso di culture superiori che diedero il via ad un veloce sviluppo di tecniche artigianali per creare opere sempre più originali e fastose. Il primo influsso fu sumerico-accadico che si mescolò con gusto e tradizione locale per una risultanza del tutto peculiare.

Con le statue e i murales che ci sono pervenuti abbiamo un’idea di come, almeno nei centri più abitati, ci fosse l’uso di ornarsi di gioielli secondo un gusto armonioso ma mirato all’eccesso.

Le tecniche impiegate di frequente erano la filigrana, lo sbalzo, l’incisione, il traforo e lo smalto abbinate all’uso di incastonare pietre preziose colorate per ottenere un gioiello ricco di giochi di luce ed ombra al fine di esaltarne la brillantezza.

La cultura Harappa che fu fino al XVI secolo a.C. su questi territori, radicò un artigianato basato su creazioni artistiche che non perse mai grinta e determinazione un po’ in tutti i settori ma soprattutto nell’ambito dei gioielli che viene vista come una tradizione sempre operante ed in crescita.

Le donne portavano abiti succinti ma arricchiti di collane, bracciali, armille e cinture arricchiti con varietà di materiali e forme. I gioielli più caratteristici sono quelli formati da un piccolo disco d’oro con un tubicino disposto sul loro diametro. Alalogie li ritroviamo sui reperti rinvenuti ad Ur e Troia. Questo vuol dire che gli scambi tra queste civiltà, cioè da un capo all’altro dell’Asia in epoche antiche erano molto fiorenti e di conseguenza l’influenza tra loro.

Le pitture di Ajanta (IV-V secolo d.C.) ci riportano chiaramente come uomini e donne si coprissero più di ornamenti e gioielli che di indumenti. Quei fantasiosi e complicati gioielli che ornavano ogni parte del corpo sono il riflesso della vera India favolosa. Sull’acconciatura femminile venivano applicati non meno di una decina di monili dalla fronte alla nuca. I fori delle orecchie erano deformati da pesanti orecchini con forme di pesci, fiori di loto e anelli con largo impiego di Perle e pietre colorate. Col passare dei secoli si va dal massiccio del metallo a montature più leggere ma il peso rimaneva con enormi pietre preziose. Le collane erano sempre multiple e lunghe anche fino sotto la cintura, interrotte una tantum da medaglioni o alle quali venivano attaccate scatoline cilindriche in argento o oro finemente lavorate con lo scopo di contenere amuleti. Ve ne erano alcune indossate a bandoliera su di una sola spalla.

Grotte di Ajanta

Armille e bracciali potevano essere formati da elementi leggeri tubolari o da fasce ingioiellate che potevano partire dal polso e arrivare al gomito. In Bengala abbiamo un gioiello prettamente femminile che si agganciava al polso come un bracciale fatto in oro e incastonato di pietre preziose e Perle che poi si articolava con incastri e decorazioni su tutto il dorso della mano fino a legarsi al diro medio con un anello, mentre pendenti ricadevano lungo le altre dita. Lo stesso gioiello era stato creato e modellato per il dorso del piede. Le cinture erano come le collane, multiple, cascanti, montate di gemme preziose, lunghe fino alle cosce. I polpacci e le caviglie erano strette in fasce d’oro incastonate anch’esse. Anche gli anelli alle dita dei piedi erano estremamente comuni. Ogni gioiello aveva il suo motivo, la sua localizzazione e la sua denominazione. È il caso dei gioielli delle donne di Rajasthan che indossavano fino a dieci cerchi ingioiellati partendo dalla caviglia verso il polpaccio anche sovrapposti tra loro ma ogniuno con una sua denominazione.

Non si può parlare di una vera e propria evoluzione dello stine nei gioielli indiani ma senz’altro un arricchimento di forme e fantasie.

Una pratica un po’ macabra per noi occidentali ma molto apprezzata in india è inserire tra le sopracciglia, nella pelle, un Diamante o una pietra preziosa, oppure nella narice sinistra delle donne. Poi soliti applicare una placca d’oro su un dente incisivo sia per uomini che per donne.

Nel tempo l’uso di ornarsi di gioielli si è esteso anche nei piccoli centri, tra il popolo e troviamo sempre più simboli religiosi di origine induista come un antico amuleto chiamato nauratan costituito da una placca d’oro con nove pietre preziose fissate sopra. A volte era inclusa in una collana o in una cintura.

Verso il VII secolo lo stile indiano comincia a influenzare l’Indonesia soprattutto nel taglio delle gemme.

Lascia un commento