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I peculiari gioielli Irlandesi

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Delimitata dall’Oceano Atlantico e posizionata in un angolo costiero particolarmente scenografico dell’estremo nord-ovest della contea di Galway, il Connemara è un luogo ricco di folclore, è famosa per il suo territorio selvaggio e i colori tenui.

“Connemara” deriva dal nome tribale ConmhaícneMara, che designava un ramo dei Conmacne, un primo raggruppamento tribale che aveva un certo numero di rami dislocati in diverse parti del Connacht. Poiché questo particolare ramo dei Conmacne viveva in riva al mare, divennero noti come ConmacneMara (il mare in irlandese è muir, genitivo mara, da cui “del mare”).

Il famoso marmo del Connemara, noto con il nome di verde d’Irlanda, si trova affiorante lungo una linea tra Streamstown e Lissoughter. Era un tesoro commerciale utilizzato dagli abitanti in epoca preistorica. Continua ad essere di grande valore oggi. È disponibile in lastre di grandi dimensioni adatte per l’edilizia così come per piccoli gioielli.

Questa pietra rara ha 900 mln di anni e viene tagliata a lastre sottili, è assai apprezzata come ornamento, è un marmo bello e insolito ricco di forsterite Olivina e Serpentina che gli conferisce il suo caratteristico colore verde.

Lo stile irlandese si fece strada verso la metà dell’Ottocento. L’interesse era dovuto, anche in questo caso, alle abitudini della regina Vittoria e il marito che si recarono in Irlanda e per spirito di imitazione, molti altri inglesi decisero negli anni di sceglierla come meta turistica. La produzione dei souvenir locali venivano realizzati in un materiale tipico e diffuso nell’area: il bog oak, ovvero legno di quercia trattato, indurito e annerito mediante lunghe immersioni in torbiera. Veniva poi scolpito e generalmente accompagnato da altri materiali della zona, come l’oro di Wicklow, l’argento irlandese, quarzo irlandese, l’ametista, il marmo di Connemara e perle di fiume. Spesso questi gioielli, nella maggior parte dei casi spille, rappresentano lo shamrock (trifoglio), rovine (ad esempio Muckross Abbey), torri rotonde, arpe e fiori realizzati a mano.

Durante la grande carestia del 1847 molti migrarono verso il Nuovo Mondo dove dall’inizio della sua estrazione nel 1700 il Marmo di Connemara veniva esportato per realizzare colonne, pavimenti e altre decorazioni poiché non era un materiale per uso edilizio a causa del facile deterioramento della colorazione verde a contatto con gli agenti atmosferici.

Un premio che viene creato col marmo di Connemara è The Chief Scout’s Award ed è stato il più alto riconoscimento per gli scout nello scoutismo irlandese fino allo sviluppo del programma ONE. Il premio del capo scout è un ciondolo, un riconoscimento individuale dell’impegno nei confronti della legge scout, dedizione a raggiungere le ambizioni personali e il desiderio di contribuire e migliorare la società. I titolari del premio del capo scout sono stati spesso ricevuti ad Áras an Uachtaráin dal presidente dell’Irlanda, l’ultimo nel 2004 da Mary McAleese, che è la patrona dello scoutismo irlandese (si stima che circa 1 scout su 300 ottenga il premio).

La rosa d’Irlanda è un lavoro all’uncinetto (Irish crochet) che veniva realizzato per creare gioielli in tessuto, è tra i più raffinati e preziosi al mondo. Chi non poteva permettersi un gioiello con metalli preziosi e pietre preziose, realizzava delle meravigliose opere all’uncinetto come collane e orecchini molto elaborati e di sicuro effetto. I primi lavori di questo tipo sarebbero stati fatti con il dito, che veniva piegato per creare i cappi e riprendere i punti. Solo con il passare del tempo cominciò a svilupparsi uno strumento simile all’uncinetto, realizzato inizialmente in legno, Osso o bambù e poi in Avorio e Ambra.

L’apice di quest’arte decorativa anche per indumenti o per la casa, si ebbe quando una signora di origine francese, Eleanore Riego de la Branchadière, si stabilì in Irlanda e lì rimase colpita dalle creazioni all’uncinetto delle suore di un convento di Dublino. Parlò dell’arte dell’uncinetto nella sua rivista “The Needle” – L’Ago, ma non si fermò qui, pubblicò undici libri nei quali erano contenuti schemi di conversione dal pizzo ad ago e merletto a tombolo all’uncinetto. A lei è comunemente attribuita l’invenzione del pizzo d’Irlanda che, dopo la carestia del 1848 divenne l’unico supporto economico del paese.

I tempi erano molto duri, carestia e fame dilagavano così un altro fattore che contribuì alla diffusione dell’uncinetto fu la creazione di una sorta di industria domestica nata a Clones per aiutare le famiglie in difficoltà, grazie a Cassandra Hand, moglie del parroco locale. Ancora molto conosciuto, il pizzo di Clones è una variante del pizzo veneziano. Il pizzo veneziano, benché molto bello richiedeva parecchio tempo e le donne irlandesi trovarono che utilizzando l’uncinetto potevano ottenere lo stesso effetto in meno tempo. Queste donne riproducevano elementi legati al proprio ambiente: quadrifogli, felci, rovi, rose selvatiche, margherite o figure a stella, che venivano collegati tra di loro tramite il punto di fondo.

Arriviamo al Claddagh Ring il famoso anello simbolo di amore, amicizia e fedeltà, il cui nome deriva da Claddagh, un villaggio di pescatori sulla Baia di Galway, infatti in gaelico indica la sabbia rocciosa tipica proprio di quella zona.

Il villaggio dove nacque era caratterizzato da gente fiera, unita ed orgogliosa della propria storia.
Gli uomini di Claddagh preferivano scegliere le proprie mogli nel loro villaggio, preoccupati di conservare le tradizioni locali.

Da qui le origini del Claddagh Ring. I primi esempi, in oro, argento e bronzo, sono dei veri e propri capolavori, oggi in mostra presso il National Museum of Ireland a Dublino, e il Victoria and Albert Museum a Londra.

Essenziale cimelio di famiglia, ereditato per secoli dalla madre alla figlia primogenita, è diventato anche un simbolo del legame con il passato.

Secondo la tradizione, il Claddagh Ring ha la forma di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona, nello specifico le mani sono simbolo di amicizia, il cuore di amore e la corona di lealtà e in base a questo viene indossato nel modo particolare in base al significato che gli si vuol conferire:

  • Amicizia: mano destra, con la punta del cuore rivolta verso la punta delle dita.
  • Fidanzamento: mano destra, con il cuore puntato verso il polso.
  • Matrimonio: mano sinistra con il cuore puntato verso il polso.
  • Vedovanza: mano sinistra con il cuore puntato verso la punta delle dita.

Ci sono due leggende attorno a questo anello:

1.   L’anello di Margareth Joyce

Risale al XVI secolo ed è la leggenda più antica. La leggenda narra che il primo Claddagh Ring fu un regalo per Margaret Joyce arrivato dal cielo come merito per le sue opere di bene. Domingo de Rona, un ricco mercante spagnolo i cui affari lo portavano spesso a Galway, incontrò Margaret in una delle sue visite nella cittadina irlandese e se ne innamorò, sposandola di lì a poco. Sfortunatamente, però, la loro felicità fu breve. Subito dopo il matrimonio Domingo morì e Margaret ereditò il suo enorme patrimonio.

Nel 1596, la donna si risposò con Oliver Og French, il governatore di Galway che non la sposò per la sua grande ricchezza. L’amministrazione dei sui beni era totalmente nelle mani di lei, che, non sperperò il suo denaro ma ne donò gran parte alla città per far costruire numerosi ponti.
Un giorno un’aquila lasciò cadere sul grembo di Margaret Joyce un anello d’oro, il primo Claddagh Ring, un vero e proprio dono divino, ricompensa alla sua generosità.

2.   L’anello di Richard Joyce

Questa leggenda invece ci racconta come, durante la seconda metà del XVII secolo, un abitante di Galway, Richard Joyce, fu catturato dai pirati mentre era in viaggio per le Indie Occidentali. Fu venduto come schiavo a un ricco orafo moresco, che gli insegnò la sua arte e lo fece diventare un eccellente cesellatore.
Nel 1689, il re William III d’Inghilterra ottenne il rilascio degli inglesi catturati, Joyce compreso. In tutti gli anni trascorsi insieme, il Moro si era affezionato a Joyce e lo implorò di restare da lui, promettendogli la mano della figlia e metà del suo patrimonio. Ma Joyce non si fece tentare, poiché non vedeva l’ora di tornare nel suo paese natio. Quindi portò con sé le conoscenze acquisite sull’arte orafa e con essa l’idea del Claddagh Ring.

Quando tornò in patria scoprì che una fanciulla a Galway non aveva mai smesso di amarlo e di essergli fedele, in attesa del rientro del suo unico vero amore. Lui le si presentò con il celebre Claddagh Ring d’oro, simbolo del loro amore duraturo e si sposarono.
Secondo questa leggenda le due mani stanno a rappresentare l’amicizia, la corona a significare la loro lealtà e devozione e il cuore a simboleggiare il loro reciproco amore eterno.

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