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Il Calcedonio dai mille fascini e usi

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Le perle di Calcedonio sono tra le prime che ho conosciuto perché facevano parte dei gioielli di mia madre. Il nome deriva da Calcedonia, un antico porto sul Mar di Marmara della Bitinia, provincia romana situata nell’attuale Turchia, nei cui dintorni si estraeva e si estrae tutt’ora il materiale usato per creare ornamenti, generalmente la pietra si trova in aggregati tondeggianti (mammellonari o botroidali) e nodulari. Era infatti considerata la pietra degli oratori e simbolo magico delle condizioni atmosferiche. Il termine “Calcedonio” indica non solo la famiglia di un gruppo di minerali, ma anche una particolare gemma all’interno di questa famiglia.

Nel suo significato più ampio si riferisce a tutte le varietà di Quarzo criptocristallino, ma indica anche un sottogruppo all’interno della stessa famiglia che comprende solo gemme che vanno dal blu al bianco grigio. Le varietà multicolore rientrano nella categoria “Agata”. Generalmente la trasparenza del Calcedonio va dall’opaco al traslucido, il suo striscio è bianco e ha una durezza tra 6,5 e 7 nella scala di Mohs.

Il Calcedonio Blu della Turchia, dalla forte trasparenza, continua ad essere estratto senza interruzione dall’antichità ed è ancora oggi una gemma molto richiesta. Ulteriori giacimenti si trovano in Brasile, negli Stati Uniti (California), in India, in Madagascar, in Malawi, nella Namibia, nello Sri Lanka e nello Zimbabwe.

Tutte le varietà sono utilizzate a scopo ornamentale fin dall’antichità, soprattutto per la creazione di cammei e intagli. La loro colorazione dipende dalle impurezze presenti nel reticolo cristallino (rame, manganese o ferro) ed è molto variabile: dal bianco-azzurro al verde-blu, dal giallo al rosa e al rosso. Fin dall’antichità la colorazione è stata anche modificata tramite esposizione alla luce solare, riscaldamento o contatto con liquidi (la pietra è altamente porosa e permette un assorbimento selettivo dei liquidi).

Le varietà sono:

Il Calcedonio blu e lilla di cui apprezzabili pezzi se ne trovano in Africa, oppure viola il cui colore uniforme ha ispirato Plinio il Vecchio a considerarla un’altra pietra (Jaspis Aerizusa) sono il Calcedonio che comunemente si conosce.

Il Crisoprasio, chiamato anche “Calcedonio Verde”, è una varietà di Calcedonio, che affascina con le sue belle tonalità verdi.

L’Agata, è l’insieme di varietà zonate con strie di colorazione variabile, il tipico prodotto di precipitazione da soluzione idrotermale in rocce magmatiche e si associa frequentemente a quarzo cristallino. Può presentare inclusioni significative di acqua (enidro).

La Corniola è una varietà di Calcedonio traslucida o opaca dal colore rosso-marrone, Nell’antichità si chiamava così anche la verità calcedonio sarda e poteva assumere nomi simili, come Cornerina, Cornalina o Carnerina.

L’Eliotropio, Diaspro verde scuro opaco con punteggiature microdendritiche di ossidi di ferro di colore rosso-vivo dovute a inclusione di idrossidi di ferro. Plinio il Vecchio chiamava questa varietà heliotropium o Prasius.

L’Onice, di colore uniforme che copre le tonalità rosso-bruno e l’intera gamma di grigi fino al nero, se rinvenibile in forma massiva e stratificata prende il nome di selce, un materiale molto utilizzato dall’uomo nella preistoria per la preparazione di oggetti affilati e monili.

Da sempre occupa un ruolo importante in molte culture antiche come la civiltà mesopotamica (attuale Iraq), egizia e greca, lasciando delle tracce in varie religioni, basti pensare che questa è la gemma prescelta per la produzione di statue del Buddha.

Nella Bibbia il Calcedonio è una delle dodici gemme consegnate a Mosè sul Monte Sinai che, obbedendo all’ordine divino (Esodo 28:15-30) le fece incastonare nel pettorale di Aronne (gran sacerdote e fratello di Mosè). Queste gemme corrispondono ai dodici figli di Giacobbe e alle rispettive tribù di Israele.

Anche per i Romani il Calcedonio aveva un significato particolare, essendo la gemma per eccellenza per la fabbricazione di amuleti magici, sigilli, cammei e intagli, oltre che essere incastonata per impreziosire anelli, spille, bracciali, fibule e collane.

Il criterio più importante per valutare il Calcedonio è il colore, gli esemplari che presentano un’uniforme distribuzione del colore e una maggiore trasparenza sono i più pregiati generalmente dalla Turchia.

Il taglio normalmente usato per esaltare le venature di questa gemma è a cabochon per poi venire spesso impiegato per incisioni, cammei e intagli. Valutare il cabochon è semplice: bisogna prestare attenzione alla finitura, alla forma e alle proporzioni. In materia di incisioni, cammei e intagli si può considerare la complessità dei dettagli e la distribuzione del colore.

Bisogna stare attenti a non esporre la pietra a fonti di calore e luce intensa poiché sbiadisce. Sono del tutto sicure le pulizie sia ad ultrasuoni, sia al vapore.

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