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Il cammeo, distinto simbolo di eleganza

In Italia, Torre del Greco si distingue per il corallo e la sua preziosa lavorazione ma questo borgo del Golfo di Napoli ha un’altra pecuniarità legata al mercato del gioiello: il cammeo.

Le origini della lavorazione della conchiglia si perdono nella notte del tempo, se ne hanno le prime notizie nel XVI secolo con alcuni cammei ora in esposizione nel Albert Museum di Londra, dove sono stati raccolti molti manufatti dal mondo: Cassis tuberosa, conchiglia dell’ovest delle Indie, Strombus Gigas delle Bahamas, Cassis Madagascarensis del Madagascar…

La conchiglia non è l’unico materiale che in antichità si usava per intagliare cammei, pietre o materiali a strati di diverso colore che permetteva di far risaltare l’intarsio in superficie. Nel XVIII secolo sono stati creati vari metodi di riproduzione di cammei anche in ceramica, in epoca alessandrina si riproducevano in vetro che poi fu ripreso nel XIX secolo.

Come gioiello lo ritroviamo molto usato in epoca vittoriana come ritrovato interesse per il Classicismo.

Torre del Greco vede l’apice della lavorazione artigianale su conchiglia nei secoli XVIII-XIX, dove ancora oggi si usano antiche tecniche artigiane e preservano la tradizione col loro bagaglio esperenziale. Le conchiglie usate sono la Cypraecassis rufa, la Cassis Cornuta e la più pregiata in assoluto per i forti contrasti che risaltano dalle incisioni dei vari strati, la Cassis Madagascarensis.

Se si vuole avere un’idea dell’artigianato del cammeo e della sua preziosità, a Napoli c’è il Piccolo Museo del Cammeo che espone lavorazioni e gioielli di rara bellezza.

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