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Il Crisoprasio, la pietra preferita da Federico II

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Oggi vi parlo di una pietra unica nel suo genere. Fa parte del genere dei calcedoni, quindi appartenente alla famiglia dei quarzi, e si chiama Crisoprasio. Il suo nome deriva dall’antico greco χρυσοπράσιος che significa porro d’oro per il suo colore lattiginoso verde mela che è dovuto al suo contenuto di nichel, più nichel contiene e più la pietra è scura e per questa sua particolarità è molto apprezzata in gioielleria e nei negozi che vendono pietre preziose, la sua durezza è di 6-7 su scala Mohs. Un’accortezza è da evidenziare, come leggerete in seguito, viste le sue peculiari proprietà predilige le incastonature in argento.

La presenza di nichel è prevalentemente legata al tipo di cristallizzazione del Crisoprasio: quella principale è di tipo idrotermale da soluzioni acquose calde di origine magmatica che troviamo comunemente all’interno dei geodi.

Troviamo grossi giacimenti in Queensland (Australia Nord-orientale), dove viene chiamata Giada Australiana e in Nevada, poi altri in Brasile, Germania, Russia, Arizona, Australia Occidentale e California; un tempo il rifornitore mondiale era la Polonia che ormai ha esaurito i suoi giacimenti quindi se avete collane antiche potrebbero essere le ormai introvabili della Polonia.

Di Crisoprasio ne troviamo di diverse qualità perché spesso è dicco di impurità ed inclusioni, il genere più importante e più puro è quello detto Imperiale che è estremamente raro e di valore. Il suo valore è ritenuto pari a quello della Giada ma la sua rarità è superiore, il taglio che più lo esalta è il cabochon. Un’altra varietà di Crisoprasio da evidenziare è il tipo Lemon più opaca e tendente al giallino pallido molto più rara, usata per agire sulla sfera creativa ed emotiva, stimolando e risvegliando le energie e le qualità assopite.

Una curiosità è che è una pietra conosciuta sin dall’antichità tanto che ne troviamo traccia nei libri di Alberto Magno il quale ci scrive che il Grande Alessandro Magno era solito portare in battaglia una cintura con incastonato un Crisoprasio come talismano perché era convinto gli portasse la vittoria e la leggenda vuole che proprio il giorno prima di morire, mentre faceva il bagno in un fiume la cintura gli venisse rubata da un serpente.

Crisoprasio Lemon

In Cristalloterapia viene usata per portare gioia e felicità, mette in uno stato di benessere tale da riuscire a dare il giusto valore agli eventi sollevando depressione e ansia e promuovendo autostima e centratura stabile, un vero antistress naturale e basta indossarlo! È una di quelle pietre che può essere indossata per periodi lunghi e non importa se come collana, anello, bracciale o altro. Il suo beneficio si applica in particolare per la bile, il fegato, la pelle oltre che alla cura dei reumatismi e delle micosi. Si dice che il Crisoprasio doni il suo massimo valore a chi lo riceve in dono o lo eredita.

Pulizia e ricarica: teniamo presente che non ama assolutamente acqua, sale, calore e luce solare… purificarlo con l’incenso e ricaricarlo con un geode di ametista o quarzo ialino è la soluzione ottimale ma nulla è meglio che indossarlo perché farlo lavorare lo attiva in modo ottimale e tra l’altro la pietra diventa più splendente.

È una pietra estremamente facile da imitare, purtroppo è facile incappare in falsi, l’unico modo per essere sicuri di aver acquistato un Crisoprasio è portarlo in un laboratorio gemmologico a farlo analizzare. Sennò valutate di acquistarlo solo in negozi professionali, costano un po’ di più ma avete la certezza di ciò che andrete ad acquistare. La Ketsite è un materiale che spesso viene usato come falso Crisoprasio, poiché ha stesso colore e densità.

Una curiosità, in passato veniva usato per fare rituali mistici che promuovessero le imprese, i pensieri positivi e eliminassero gli atteggiamenti di autosabotaggio ed in effetti spiega perché Alessandro Magno lo portasse alla cintura.

Nella mitologia greca era la pietra associata a Venere e simboleggiava l’amore per la verità. Nei rituali se si associava al simbolo del toro era un potente rito contro le fatture, anche per questo veniva usata per creare gioielli, per scolpire statuette di divinità e ricavare amuleti. Era una pietra amata e ricercata anche dai romani ed egizi poiché secondo le loro tradizioni come amuleto promuoveva la salute e proteggeva dall’impotenza e portavano ad un matrimonio felice. Forse per questo motivo viene considerata la pietra delle donne sposate.

Nel Medio Evo si pensava fosse la pietra dell’invisibilità secondo la quale molti condannati a morte sono sfuggiti alla forca proprio perché tenevano in bocca questa pietra. Alle giovani costrette a pronunciare i voti si regalavano rosai con i grani di Crisoprasio.

Gli antichi templi di Germania e Austria conservano ancora oggi alcune reliquie di tempi passati: calici, coppe, altari, i turisti possono contemplare il mosaico di pietra nel palazzo di Potsdam, di Sanssouci, così come nella cappella di Praga di S. Venceslao.

È una pietra molto apprezzata e bramata per essere incastonata in corone o gioielli regali come il celebre anello di Federico II di Prussia, dove la pietra centrale, contornata da numerosi splendidi Diamanti, era un Crisoprasio di valore irrisorio, ma di alto significato allegorico e religioso. Egli amava smodatamente questa pietra tanto da farsi fare un intero servizio di piatti interamente in Crisoprasio! La moda si diffuse rapidamente tra i cortigiani della corte di Prussia dove questa pietra divenne un simbolo di ricchezza, patronato e potere. Passarono più di due secoli e la pietra era considerata un attributo invariabile e obbligatorio tra la nobiltà, non solo, la troviamo anche come decoro all’interno dei palazzi.

Una curiosità che vuol essere riportata in quanto tale, è che in litoterapia, cioè terapia con le pietre, viene usata una gemma in acqua per curare raffreddori o influenze batteriche o malattie infettive ma gli stessi terapeuti non incoraggiano un uso continuativo per scongiurare eventuali effetti collaterali.

Questa è una pietra di cui non si finirebbe mai di scrivere ma ho tentato di riassumere in pochi punti salienti che spero vi abbiano incuriosito ad approfondire di più l’argomento.

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