Il Diamante Koh-i-Noor il più antico tra i celebri

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Quando la Regina Vittoria fu incoronata Imperatrice dell’India venne a far parte dei gioielli reali un Diamante magnifico! Attorno al Diamante Koh-i-Noor gira una fama non indifferente. Cominciamo col descriverlo: 108,93 carati, forma ovale, viene dalle miniere del Golconda in India come il Blue di Francia.

Come ogni grande Diamante che si rispetti anche questo ha la sua leggenda, si dice che se entra in possesso di un uomo questo potrà essere sovrano del mondo ma dovrà patire enormi sofferenze e sfortune, se invece a possederlo fosse una donna questa sarebbe stata molto fortunata.

La leggenda nasce dal fatto che durante la storia tutti i sovrani maschi che entrarono in possesso del Diamante morirono poco dopo averlo ottenuto o persero il regno. Per questo venne montata sulla corona della regina Maria, consorte di Giorgio V, e realizzata dai gioiellieri Garrard & Co. La regina fu l’ultima a indossarla e ora la pietra fa parte della collezione reale.

Il suo nome in persiano significa “montagna di luce” ed è il più antico tra i Diamanti celebri.

La sua scoperta la si fa risalire a 7 secoli fa ad opera di un neonato, Karna, figlio di Sourja (dio Sole) e di una principessa, sulle rive del fiume Godavari. Si dice che lo portò sulla fronte fino al giorno in cui perse la vita in battaglia. Se ne persero le tracce fino a quando una donna lo ritrovò e lo offrì a Shiva.

Tuttavia, le prime testimonianze del Diamante risale al XIV secolo, quando viene segnalato come proprietà del raja di Mâlvâ, in India. Ci fu un’invasione dei sultani di Delhi, dopodichè il Koh-I-Noor venne posseduto da vari imperatori moghul dal 1525 al 1739. A questo punto l’impero viene conquistato dal generale Nadir che divenne lo Scià.

Durante un banchetto, quest’ultimo propose all’imperatore di scambiarsi i turbanti in segno di riconciliazione. L’imperatore, non osando rifiutare, accettò. Nadir si ritirò dopo questo scambio ed ebbe la sorpresa di scoprire il Koh-I-Noor sfacendo il turbante. Inutile dire che anche lui fece una pessima fine, assassinato dai suoi ufficiali. Negli anni successivi passò per molte mani finchè

nel 1849, la Compagnia delle Indie dopo la guerra contro i Sikh lo confiscò.

Il Diamante fu poi offerto alla Regina Vittoria divenuta imperatrice delle Indie nel 1837 e successivamente esposto nel Palazzo St. James in occasione del 250° anniversario della Compagnia delle Indie. Nel 1852, venne tagliato a forma ovale da Voorzanger sotto la supervisione del principe consorte Alberto, fu così che passò da 186 carati al suo peso attuale di 108,93 carati per migliorare la sua brillantezza, quindi montato su una tiara con oltre duemila altri diamanti.

Nel 1937, la pietra è stata incastonata sulla corona della nuova regina Elisabetta. O almeno così si pensa, in realtà Elisabetta si rifiutò di indossare il Diamante Koh-I-Noor per l’incoronazione e solo pochi intimi sanno che al suo posto sulla corona è stato incastonato un cristallo di rocca tagliato come il Diamante.

I successivi governanti dell’India una volta liberata, chiedono periodicamente il ritorno della pietra rivendicandone la legittima proprietà.

Nel 2015 torna così ad accendersi attorno a un gioiello, il celeberrimo Koh-i-Noor, la disputa tra l’ex colonia indiana e la Gran Bretagna. Un gruppo di attivisti indiani ha presentato un esposto legale per riottenere il gioiello, sembrerebbe un Diamante rubato nottetempo come molte opere indiane in dubbie circostanze.

Vale oltre 100 milioni di sterline, è considerato il più famoso Diamante del mondo, fa parte dei gioielli della corona britannica, ma l’India lo rivuole indietro.

Ricordando che il Diamante venne indossato dalla Regina Madre il giorno dell’incoronazione del marito George VI come Imperatore dell’India quindi donato loro dai massimi esponenti dell’India stessa e poi indossato dalla regina Elisabetta quando salì al trono nel 1953, viene da chiedersi se mai lo otterranno indietro. Nel 2016 New Delhi, dopo aver comunicato alla Corte Suprema l’impossibilità di reclamare il gioiello a Londra perché si trattò di un “dono volontario”, ha fatto dietro front assicurando che farà “ogni sforzo” per ottenerne la restituzione.

Per il momento resta incastonata nella corona che Mary indossò all’incoronazione del marito Giorgio V.

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