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Il Diaspro, è un quarzo?

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Il Diaspro, la cui conoscenza nell’antichità è stata diffusa dai persiani, appartiene alla famiglia dei quarzi con inclusioni di vari generi.

La troviamo in luoghi con acqua abbondante in silicio. Prevalentemente le sue impurità sono costituite da ossido di ferro che gli dona un colore rosso mattone ma le varietà sono davvero molteplici.

Nella Grecia classica si pensava esorcizzasse dai fantasmi e gli incubi, in Gallia i Druidi erano soliti portare una collana di diaspro rosso per avere chiarezza di pensiero e determinazione di azione.

Santa Ildegarda ne consiglia l’utilizzo come antinfiammatorio in molti casi, disse “dissolve i mali causati dai succhi nocivi”. Oppure ancora “L’impuro fugge il puro, e gli spiriti malvagi non possono sopportare la purezza del diaspro”.

Personalmente è una pietra semipreziosa che apprezzo molto, oltre ad essercene diverse varietà, si abbina con qualsiasi abito e dona sempre un tocco di eleganza sobria.

Ha un aspetto pieno non attira molto l’attenzione ma nel passato era una pietra semipreziosa tenuta in dovuta considerazione soprattutto per le sue proprietà terapeutiche. Una testimonianza largamente usata l’abbiamo da Santa Ildegarda e dai suoi scritti che ci sono pervenuti:

“Se una persona soffre di sordità, tenga un diaspro vicino alla bocca, ci aliti sopra con il fiato in modo che si riscaldi e si inumidisca, poi lo infili subito nell’orecchio, affinchè il calore della pietra vi penetri dentro….il diaspro placa le ninfee fredde del corpo…”.

Il dott. Strehlow scrive “Grazie alla sua stessa vibrazione, il diaspro ha un effetto armonizzante del sistema nervoso e controlla la frequenza cardiaca.”

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