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Il Diopside, il rivale dello Smeraldo

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C’è una gemma di un verde sfolgorante che fa invidia allo Smeraldo e che si trova prevalentemente in Brasile: il Diopside.

Il Diopside fa parte dei Pirosseni che appartiene al gruppo dei Silicati e si presenta in vari colori ma quello più considerato in gioielleria è il verde, trasparente, brillante, appariscente. È una gemma pesante ma fragile, 5,5 – 6,5 su scala Mohs. Pur presentandosi in cristalli molto grandi (fino a 50 cm), solo una minima percentuale di essi può essere lavorata come pietra preziosa. La purezza standard per il Diopside Russo è eye-clean (nessuna inclusione visibile a occhio nudo da una distanza di 15 cm), per questo solo una minima parte del materiale estratto è adatta per l’uso in gioielleria. I Diopsidi Russi sono normalmente piuttosto piccoli (meno di un carato); esemplari oltre cinque carati non sono disponibili.

Oltre al Brasile in Europa lo troviamo in Finlandia, Svezia, sui monti Urali e nel Tirolo austriaco. Ma potevamo farci mancare questa pietra anche in Italia? Assolutamente no! Ed infatti lo troviamo nelle rodingiti alpine della Val D’Ala (Torino), di Antrona Piana, nella Val d’Ossola, quindi nel Verbano-Cusio-Ossola, e in quelle di Bellecombe (Aosta). Il diopside è stato scoperto in Val Malenco (Provincia di Sondrio), sull’Adamello e sul Monte Somma (Vesuvio). Il Violan (o Violano) è invece una rara varietà di Diopside viola-bluastro proveniente da Saint-Marcel, in Val d’Aosta, e che deve il suo colore alla presenza di forti tracce di manganese.

Poi in altre parti del mondo lo troviamo in Birmania, in Canada, in Cina, in India, in Kenya, in Madagascar, in Pakistan, in Africa meridionale, nello Sri Lanka e negli Stati Uniti.

Smeraldo, Tsavorite (granato verde), Tormalina Verde tutte preziose e meravigliose ma il verde che trasmette il Diopside anche in una microscopica gemma è ineguagliabile e penetrante ed è causato dal cromo e il ferro in esso contenuto. Nel 1988 il Diopside Russo ha conquistato in un batter d’occhio il mercato, dopo che commercianti di gemme europei farneticavano di una nuova pietra russa simile per colore allo Smeraldo e alla Tsavorite, ma molto più accessibile.

Nel 1800 fu denominato dal mineralogista Josè Bonifàcio de Andrada e Silva, Diopside dal greco di-opsis che vuol dire due aspetti, riferito alla doppia rifrazione. Altri nomi sono Diopside Imperiale, Vertelite, Serbelite, Shefferite (bruno-rossastro), Lavrovite, Violan. È stato chiamato anche “Smeraldo Siberiano”, il che non è solo scorretto, ma anche ingannevole; il Diopside Russo non è nè uno Smeraldo, nè un membro della famiglia dei Berilli.

Una curiosità inerente al Diopside è che è conosciuto anche come “la gemma che piange” per la sua presunta capacità di alleviare i traumi attraverso lacrime di purificazione. Era lavorato già dagli antichi come pietra preziosa per i gioielli soprattutto nella variante stellata, cioè con astrismo, che ha creato intorno a sè diverse credenze. Si trova prevalentemente in India e di colore Nero. Nell’antica Grecia si credeva che il Diopside Stellato fosse una piccola stella brillante diventata pietra una volta caduta sulla Terra.

In Cristalloterapia è una pietra molto potente da usare solo se la persona è pronta a guardarsi dentro. Molti la definiscono la pietra della creatività proprio per la proprietà di far venir fuori dall’anima i potenziali che teniamo nascosti ma fa uscire allo scoperto anche dolori e rabbia quindi bisogna saperli usare al momento giusto dell’evoluzione di una persona. Si nota che i cristalli verdi contribuiscono all’armonizzazione e alla risoluzione dei conflitti interni.

Secondo una leggenda, il Diopside è caduto nell’Albero della vita e quindi accompagna le persone nei cambiamenti radicali.

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