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Il fascino dei gioielli e l’Art Nouveau

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Durante la seconda metà del XIX secolo le arti applicate per creare gioielli subirono un forte influsso dalle nuove tecnologie, l’industrializzazione e il consumismo aumentarono i beni di consumo e la richiesta di prodotti. Inizia anche per i gioielli la produzione meccanica in serie permettendo così di ridurre i costi e di rivolgersi ad un pubblico più vasto.

Il valore qualitativo dei gioielli si abbassò e ancora una volta il gioielliere si ritrovò a dover sfruttare al meglio i materiali e la tecnologia moderna per far tornare la bellezza al centro dell’interesse.

L’Art Noveau fu un aspetto stilistico nel quale i canoni vennero determinati dalle strutture tecniche di produzione rifiutando ogni compromesso nella qualità del prodotto, era molto importante mantenere un ampio mercato per gli oggetti artistici.

Se in antichità gli artigiani che lavoravano Coralli e pietre preziose lottavano per essere riconosciuti come artisti, in questo periodo gli artisti mutano in artigiani con il rifiorire delle arti applicate.

Il termine Art Nouveau prende lo spunto dal nome del negozio che Siegfried Bing aveva aperto a Parigi nel 1895, in Italia si usa spesso il termine stile Liberty, riguarda il periodo che va dal 1900 al 1925.

Le caratteristiche comuni nella produzione di gioielli erano le tematiche naturalistiche, il cromatismo intenso, le linee libere e fluenti contrastanti la rigidità formale che si era affermata precedentemente soprattutto in Inghilterra con l’epoca vittoriana.

In ogni settore lo stile Liberty sottolinea la costante ricerca di equilibrio nel contrasto che nasce tra la meccanicità della produzione industriale con un ritorno degli alti livelli qualitativi del Medioevo. Il simbolismo delle stampe giapponesi fu ripreso da artisti ed artigiani di quel periodo. A Parigi e in tutta la Francia esplose la moda del gioiello artistico, nella quale si distinse il celebre gioielliere parigino Renè Lalique. Ebbe l’occasione di diventare fornitore dell’attrice Sarah Bernhardt, convinto che il valore creativo fosse superiore a quello economico, non si fece scrupolo ad usare materiali poveri come il vetro.

Lalique tiara

I suoi gioielli erano innovativi, passava da forme realistiche a forme immaginarie mantenendo sempre soggetti floreali o animali, soprattutto insetti.

Parallelamente esistevano altre scuole stilistiche come Cartier e Boucheron a Parigi, Asprei a Londra e Bulgari in Italia, che rimanevano ancorati al concetto di qualità e valore dei materiali usati.

Fu in questo periodo che venne introdotto il platino soppiantando l’argento poiché era molto più duro e non si ossidava sostenendo così la brillantezza delle gemme preziose incastonate.

Questa fu l’occasione in cui i gioiellieri tradizionali poterono creare nuovi gioelli di grande valore, più raffinati e più brillanti mentre con l’arrivo della Prima Guerra Mondiale l’Art Nouveau vede arrivare il suo declino.

Questo articolo ha un commento

  1. Andrea

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