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La Collana della Dea dei Favori

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Oggi ti voglio parlare della collana della Dea dei Favori.

Non è composta di diamanti, non brilla verde smeraldo nè splende di rosso rubino ma è composta da 46 grani d’Ambra e altrettanti di Turchese per un peso di circa 70gr.

La sua fama era nota alla fine del 1800 in India ma non per la sua preziosità quanto piuttosto per l’alone di mistero della leggenda che si portava appresso, leggenda che è pervenuta fino a noi.

Questa collana è estremamente antica ed in realtà è nata come rosario tibetano.

E fino a qua nulla di strano, la cosa affascinante è che risale a circa 3000 anni fa e si pensa che originariamente si trovasse in un monastero di Lhasa, in Tibet. Aquei tempi i grandi iniziati praticavano la magia teurgica, e durante le loro preghiere scorrevano tra le mani il rosario caricandolo di radiazioni benefiche. Per secoli la collana rimase in quel tempio con quello scopo tanto da accumulare un potenziale tale da rimanere immutato nel tempo. La collana fu offerta nel corso delle cerimonie rituali alla Dea dei Favori, a Benares in India. Nel tempio della Dea dei Favori veniva esposta periodicamente sulle ginocchia della statua della dea e la leggenda vuole che se si tocca la collana esprimendo un desiderio questo si realizza entro l’anno, ma questo privilegio era concesso a ben pochi.

Dea dei Favori

Un certo Julien Viaud scrittore-navigatore conosciuto con il nome di Pierre Loti, in un suo viaggio nelle Indie venne a conoscenza dell’esistenza di questa collana e ne rimase talmente affascinato da riuscire non solo a trovarla ma anche a portarsela a casa, non rivelò mai come ne venne in possesso.

Successe che Loti partecipò ad un ricevimento annuale di beneficenza su invito della regina Natalia di Serbia. La principale attrazione del ricevimento era la celebre indovina Fraya che riuscì a conquistare lo scettico Loti tanto da scatenare in lui un senso tale di gratitudine tale da regalarle la collana della Dea dei Favori. Questo dono fu estremamente apprezzato dalla veggente perchè arrivò proprio in un momento di depressione causata dal recente divorzio. Cominciò per lei un lungo periodo di fortuna e tranquillità. Fu in questo periodo che la collana conobbe una fama inattesa anche in Europa, quasi tutti i nomi illustri della Belle Epoque sollecitarono il privilegio di toccarla, si possono citare Julia Bartet detta La Divina, i Granduchi di Russia, la principessa Bibesco e tanti altri. La collana magica era poggiata sul tavolino del suo gabinetto di consultazione, e potevano beneficiarne i suoi amici più intimi, siamo negli anni Trenta e in quel periodo molti magnati del cinema e attrici famose furono attratte dalla possibilità di entrare in contatto con la collana come Alexander Korda e Lady Korda, Alice Cocès, Marguerite Morèno, Mary Marquet.

In vita la Fraya disse della collana di aver constatato il suo potere e di sentirla carica di radiazioni benefiche ma che questa forza agisse secondo la psiche personale di ciascuno, dipende da quanto ricettivi si è. Sarah Bernhardt veniva a toccare la collana prima delle sue tournee, Marcel Proust andava a toccarla tutte le volte che terminava un romanzo, Andrè Antoine, fondatore del Thèatre Libre, la toccava tutte le volte che doveva trovare un mecenate per una commedia. È che quando

La Collana dei Favori

Alla morte di Fraya tutti i suoi possedimenti compresa la collana furono venduti all’incanto dalla figlia, la collana fu acquistata da una giornalista amica di Fraya, Simone de Tervagne. Un giorno Simone fece valutare la collana ad un esperto di ambra il quale dichiarò che si trattava di un ambra talmente antica che solo al museo del Louvre, nella sezione degli Assiri, se ne poteva trovare qualche esemplare. Un paio di cose riporta la giornalista sulla Collana, che quando veniva manipolata da persone oscure o dal destino dubbio i suoi grani di ambra si oscuravano per 48 ore e che un medico guaritore che era solito toccare la collana per ricaricarsi, aveva notato che quando caricava il cotone idrofilo che usava per i trattamenti questo si scaricava in un’ora mentre la seta nella quale era avvolta la Collana non si scaricava mai.

Fraya la veggente

Dove si trovi ora la collana Dei Favori non ci è dato sapere, le ultime notizie sono che veniva riposta in una cassetta di sicurezza dalla stessa De Tervagne, ormai deceduta nel 1992.

Testo tratto da “Le Collier magique”, di Simone De Tervagne

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