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LA CONTINUA RICERCA DELLA MODERNITA’ NELL’ITALIA POSTUNITARIA

La Regina Margherita di Savoia era decisa a rilanciare la moda in Italia, la fine del 1800 fu un periodo ricco di eventi ufficiali dove poter far sfoggio dei gioielli di gala rispettando l’etichetta voluta. Così prende piede il gioiello in bianco tanto apprezzato dalla sovrana, perle e diamanti su oro bianco e platino. Un esempio ne è la spilla a stella appartenuta a Lucia Degas, dama della corte romana della Regina; di fattura italiana consiste in un diamante a taglio antico posizionato al centro e fissato con griffes, tutto attorno che si allargano verso le cinque punte troviamo dei brillanti di grandezza decrescente. La parte retrostante della spilla presenta delle aperture per ogni pietra con rifiniture ricercate. Solitamente gioielli di questo tipo vengono usati come parte centrale di tiare che poi venivano smontate per creare gioielli più piccoli.

Anche gli uomini sfoggiavano gioielli come orologi da taschino e ne è un esempio l’orologio di Edoardo Guerrero, marchese de Blade, aiutante di campo del Re. L’orologio a Savonnette con coperchio è composto di brillanti, sul coperchio c’è una U di Umberto I su un’acquila coronata dei Savoia realizzata a smalto.

Importanti gli anelli coi colori della bandiera italiana: sono composti da tre fasce staccabili in oro 18 k, finemente incise e cesellate. Le pietre usate per questi anelli erano rubini taglio brillante, diamanti taglio antico e smeraldi con taglio tipico quadrangolare. Tra questi anelli di fattura italiana o francese, si distinguono poiché in quelli francesi le griffes sono a forma di giglio.

Da sempre vicino ai Savoia lo storico gioielliere torinese Musy è anche artefice della corona di perle di Maria Vittoria Duchessa d’Aosta e Regina di Spagna moglie del principe Amedeo di Savoia. Ora, Margherita di Savoia passò alla storia come la “Regina delle Perle” ma prima di lei la Duchessa se ne adornava come fossero fidate compagne. La corona è composta da perle e diamanti e secondo la moda aveva un utilizzo versatile, poteva cioè trasformarsi in un collier.

I gioielli dei Savoia sono custoditi da quasi un secolo nella Banca d’Italia, bene non disponibile sia per lo Stato che per le principesse Savoia che oggi ne vorrebbero la restituzione, nessuno li ha mai rivendicati e quindi si custodiscono come in un limbo. Questi gioielli custoditi in uno scrigno di pelle a tre piani chiuso nel caveau della Banca d’Italia comprendono: monili di rara raffinatezza, come un diamante rosa montato su una grande spilla, i lunghi collier di perle portati dalla Regina Margherita, il diadema indossato dalla Regina Elena, I gioielli della Regina Maria Antonia, monili antecedenti il Regno d’Italia di fattura antica, insomma un totale di 6732 brillanti e oltre 2000 perle circa 300 milioni di Euro esclusi i valori storici e le montature.

Un tesoretto che sarebbe bello vedere esposto e che racconta, come ogni gioiello, la sua storia e porta con sé il suo fascino. Chissà quanto dovremo ancora aspettare!

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