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La famiglia dei Quarzi, molto affollata ma tutta da scoprire

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Il secondo materiale più presente nella crosta terrestre dopo i feldspati sono i Quarzi.

Sono composti da diossido di silicio, le origini del nome sembrano risalire al termine medievale tvurdu che in antico slavo ecclesiastico significa duro. Nel linguaggio dei montanari della Sassonia Querklufterz indicava un’escrescenza della roccia. In effetti si sviluppa sulle rocce come un laser esagonale di durezza 7 su scala Mohs. Per gli antichi Greci erano dei cristalli di ghiaccio che non si scioglievano mai.

Della famiglia dei quarzi fanno parte il Diaspro, l’Ametista, l’Agata, la Corniola, Onice, Citrino, Sardonica, Occhio di Tigre, Calcedonio e molte altre.

Una curiosità sulla sfera di Quarzo Ialino sulla quale i maghi prevedono il future è che le sue origini risalgono all’usanza degli antichi monaci cinesi di rinfrescarsi le mani poggiandole sulla sfera di Quarzo.

Lo troviamo in natura tra le rocce magmatiche, metamorfiche e quelle sedimentarie (arenarie).

Il quarzo è un materiale dotato di notevole stabilità chimica e risulta inattaccabile dagli acidi, spesso lo troviamo con inclusioni di vari minerali, molto belli sono il Quarzo Rutilato, il Quarzo Tormalinato e il Quarzo con Ludolite.

Alcune proprietà fisiche dei cristalli di quarzo sono la piezoelettricità (vengono impiegati negli oscillatori a quarzo, negli orologi al quarzo, per la radio e quasi tutti quanti gli apparecchi digitali) e la piroelettricità, ovvero la capacità di polarizzare elettricamente le facce opposte del cristallo in seguito alla deformazione meccanica causata dalla compressione o dopo riscaldamento. Dal punto di vista ottico, il quarzo presenta elevata trasmissibilità nel visibile e soprattutto nell’ultravioletto. Queste caratteristiche lo rendono molto utile per la Cristalloterapia. I Quarzi trasparenti ritenuti più puri venivano impiegati dai romani per bruciare le piaghe, nel medioevo la sua polvere, mescolata al miele, costituiva uno stimolatore del latte per le nutrici, anche in Medio Oriente si riconosceva al cristallo di rocca la virtù di allungare la vita.

Sono tante le leggende e i riti che ruotano intorno a questa pietra: alcuni sciamani ritenevano che il quarzo provenisse direttamente dal cielo, gli aborigeni australiani lo utilizzavano per rafforzare i propri poteri. Da sempre usato in un insieme di pratiche e attività di meditazione finalizzate alla scoperta e al potenziamento dello spirito. Su questo poi torneremo quando vi parlerò dei Quarzi Maestri, essenziali per poter migliorare e velocizzare il lavoro personale che si sta facendo, rendendolo concreto e duraturo.

Poi comunque da non sottovalutare il suo utilizzo anche in altri settori: celebri lavori d’intarsio e mosaici, vasi e coppe di Diaspro e Calcedonio vengono tuttora conservati nelle gallerie d’arte fiorentine, in particolare fra i Calcedoni la Corniola si ritrova spesso come ornamento per la persona perché le dame di alto rango usavano indossarla per preservarsi dalla malattie e come portafortuna.

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