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La Perla, il simbolo della femminilità

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Una perla si forma quando un corpo estraneo, come parassiti o pezzi di conchiglie, si ferma nella cavità palleale di un mollusco, è una struttura prevalentemente sferica composta da carbonato di calcio in forma cristallina (aragonite) ricoperta successivamente da strati di madreperla, la durezza in scala Mohs è 2,5-4,5.

Il colore più comune nelle perle è il bianco, ma si possono trovare anche perle rosa, color crema, viola scuro, grigie e nere. Quando si parla di perle nere, oltre alla Akoya e a quelle di fiume, si pensa subito alla costosissima perla di Tahiti. Il valore di una perla non è solo legato al colore ma anche dalla forma e dalla brillantezza della madreperla. Le Tahiti sono molto costose perché durante la coltura ne muoiono molte ed è per questo che sono così rare e costose.

Le perle si dividono in perle di acqua dolce e perle di acqua marina: le perle di acqua dolce si distinguono in perle di fiume e perle di lago, mentre le tre categorie di perle d’acqua salata sono le Akoya, le perle di Tahiti e le costosissime e rare perle South Sea.

A differenza delle gemme di pietre preziose le perle non vengono intagliate, ma recentemente in commercio si trovano perle polinesiane incise dai nativi .

La forma tuttavia può essere variabile:

  • sferica
  • ovale
  • a goccia
  • irregolari (in questo caso si parla di scaramazze o perle barocche)
  • a grano di riso

Anche la perla, come molte altri preziosi molto commerciati, hanno le loro imitazioni che di solito vengono fatte di madreperla, ma anche in plastica e in rari casi vetro ricoperta di “essenza d’oriente” una sostanza che viene ottenuta da scaglie di pesci d’acqua dolce e poi ricordiamo le Perle di Majorca che a volte vengono a costare molto più delle perle naturali stesse.

Per scegliere la perla perfetta bisogna seguire la regola delle 4 S:

  • Size, cioè taglia, più una perla è grande, più è preziosa
  • Shape. cioè forma, più sono sferiche, più sono belle
  • Shade, cioè colore, normalmente deve essere tra il rosato, il bianco e l’argenteo
  • Skin, cioè pelle, la superficie dev’essere liscia come la seta senza irregolarità

In antichità era molto raro trovare una perla mentre adesso con la coltura se ne riesce a produrre molto di più, da poter soddisfare le esigenze del commercio, una curiosità nesce dal fatto che comunque trovarle in natura è raro e da qui il detto “Una perla rara”.

Secondo Plinio “perla” deriva da perna (conchiglia che produce la madreperla) oppure da perula (piccola bisaccia) o da pirula (perina). Il nome arabo della perla è giohar oppure gioman sciazz; la perla rosa si chiama nard. In Grecia era detta margarita dal sanscrito mangala (pietra preziosa) o hārā.

La perla è un simbolo lunare, legato all’acqua e alla donna. Nata dalle acque o nata dalla luna, trovata in una conchiglia, essa è il simbolo essenziale della femminilità creatrice. E da questo triplo simbolismo, Luna-Acqua-Donna, derivano tutte le proprietà magiche della perle: medicinali, ginecologiche e funerarie.

Curiosità:

  • Giulio Cesare, generale e imperatore romano, amante delle Perle, fece approvare una legge nel I. sec. a. C. che impediva ai ceti inferiori di indossarle poiché era considerata un gioiello che dava potere e prestigio.
  • La più curiosa forma rinvenuta in una perla è la croce del Sud, composta di ben nove perle unite a croce latina. Le perle più belle provengono dal Golfo Persico o dai caldi mari del Sud.
  • Nonostante avessero una parte importante nella cultura e nel commercio dell’antica India, non vi sono testi che parlino dei luoghi di pesca fino al II secolo d.C., quando il Golfo di Mannar in Sri Lanka venne citato per la prima volta come “il luogo dove si trovavano le perle” e questo perché erano molto gelosi del loro tesoro che non volevano diventasse preda di selvagge razzie.
  • Cleopatra per dimostrare a Marco Antonio che una donna può mangiare per migliaia di sesterzi in un unico pasto e non ingrassare di un etto, disciolse una tra le sue più costose perle nell’aceto e se ne condì l’insalata.
  • Nell’antica Roma ci furono delle vere e proprie stranezze passate alla storia: Pompeo si fece fare un ritratto interamente composto di perle, Nerone ne faceva ricoprire i letti, il famoso Pranzo offerto da Eliogabalo, che durò 10 giorni e aveva come portate, riso alle perle, fagiolini all’ambra, piselli all’oro e perle disciolte nel vino.
  • Le perle della rispettabilità: piccole file di perle che indossavano le nobildonne romane in epoca imperiale, per distinguersi dalle prostitute che portavano perle grosse.
  • La regina Elisabetta I era così affascinata dalle Perle e ne aveva una grande collezione tanto che fu soprannominata “la regina delle Perle”.
  • Nel 1908 ebbe inizio la prima coltivazione di Perle di mare Akoya per opera di Kokichi Mikimoto, ottenendo perle perfettamente rotonde.
  • Gli Ebrei raccontano che il Re Salomone portasse una perla in fronte.
  • I primi fornitori nella storia delle perle furono i Fenici.
  • In epoca vittoriana, come rappresentazione di amore, la perla era un simbolo del clitoride, che ricordava la porta perlacea di Afrodite. Proprio sulla base di questo essa sarebbe irriducibile foriera di sfortuna alle donne maritate, costituendo, esclusivamente un gioiello permesso alle fanciulle: queste, nel giorno delle loro nozze, per cautelarsi dai dolori coniugali, usavano donare una perla a un’amica ancora nubile. Da qui l’usanza di non portare mai perle come gioiello di matrimonio.
  • Luigi XIV di Borbone, detto il Re Sole, amava regalarne in gran quantità alla sua amante Maria Mancini, che è infatti spesso ritratta con collane di perle sferiche di grandi dimensioni ed orecchini con perle a goccia.
  • La regina Vittoria, fu una vera amante delle perle. Fin dall’adolescenza ne ricevette in gran quantità, ed è probabilmente per questo motivo che, data la sua grande passione, anche lei usava omaggiarle ai suoi 9 figli ed ai suoi 42 nipoti ad ogni occasione.
  • Il De Boot ci tramanda un’antica ricetta di un eccentrico e assai dispendioso cordiale, a base di perle “lavare delle perle con acqua di rose, di garofano, di melissa, di viola matronalis; pestarle poi sul marmo, finché non si siano ridotte in alcol e che non si avverta più asprezza al tatto. Unire a uno scrupolo della poltiglia 10 grani di pietra di Benzoar, 5 di osso di cuore di cervo, 5 di corno di cervo, 10 di corno di liocorno, 10 di frutto di una passolina, farne una polvere che deve essere somministrata nella dose da mezzo scrupolo a mezza dramma”.

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità perchè scriverò ancora di questo raffinato e delicato gioiello senza età!

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