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La pietra del Dio Sole: l’Occhio di tigre

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L’Occhio di tigre fa parte della famiglia dei quarzi anche se di origine vulcanica, con inclusioni di limonite, la presenza di queste fibre-raggianti color oro dona alla pietra un particolare riflesso detto gatteggiamento. Il termine “gatteggiamento” deriva dalla parola francese “chatoyer”, che si traduce come “brillare come gli occhi di un gatto”. Si fa riferimento al modo in cui le pupille di un gatto si restringono in una fessura sottile sotto una luce intensa.

In base al tipo di colorazione prende il nome di occhio di bue, se tendente al rosso, occhio di falco se tendente al blu e occhio di gatto se tendente al grigio. Altre caratteristiche:

  • Occhio di gatto: le linee sono dritte e vanno nella stessa direzione, raggruppate nel centro. In pratica come l’iride stretto di un gatto. In passato veniva considerato il talismano più potente contro il malocchio perché svia gli sguardi maligni. Si dice che permette di vedere al buio. Accelera la guarigione in caso di malattia, rende i bambini più fiduciosi.
  • Occhio di falco: ricorda molto l’occhio di un rapace, è consigliata contro gli incubi, protegge dalla gelosia e rende più consapevoli.
  • Occhio di tigre rosso, detto di bue: simile all’occhio di tigre ma dal colore rossastro. Si consiglia contro lo stress, dona fiducia e rende più determinati.

I migliori esemplari vengono estratti dal Sud Africa ma si può trovare anche in Australia, Brasile, Birmania e India.

In Africa fin da tempi antichissimi si pensava fosse un potente talismano contro demoni e malasorte. Tutt’ora quando nasce un bambino si usa mettere una gemma di Occhio di tigre tra le fasce che lo avvolgono o nella culla dove dorme.

É una pietra usata per attirare l’abbondanza ma non intesa solo come ricchezza, attira tutto ciò di cui noi abbiamo bisogno, amore, sicurezza, benevolenza…

Quando si crea un gioiello con questa pietra bisogna stare bene attenti ad abbinarlo con le pietre giuste:

  • con l’ossidiana fiocco di neve stimola la circolazione sanguigna
  • con il quarzo citrino e con il turchese stimola la creatività.

Tra l’altro è una pietra che riscontra molto consenso nello stile maschile sia elegante che sportivo.

Non è una pietra che va indossata a lungo perché rallenta la circolazione dell’energia. Per purificarla e ricaricarla predilige terra, incenso, argilla, drusa e piramide. Assolutamente da evitare: acqua, sale, luce lunare e Fiori di Bach.

È una pietra usata da millenni e quindi come tutte le pietre conosciute fin dall’antichità si porta appresso il suo bagaglio di miti e leggende:

  • Per gli antichi egizi donava protezione del dio del sole e della terra. La pietra deteneva il potere del Sole di Mezzogiorno simbolo del picco della forza vitale. Pertanto, i faraoni e i personaggi di alto rango della corte egiziana indossavano gioielli realizzati con l’Occhio di Tigre credendo che avrebbe dato loro vitalità, forza e immortalità.
  • Gli antichi romani la indossavano per proteggersi dalle ferite delle armi in battaglia, da qui anche la sua fama in Cristalloterapia di velocizzare le guarigioni e per avere più coraggio.
  • In Oriente era conosciuta perché legata alla tigre, animale considerato il Re che aveva il potere di equilibrare le energie dello yin e dello yang.
  • I Greci sfruttavano il suo potere indossando dei gioielli per rafforzare i loro sensi e per concentrarsi e proteggersi.
  • Nel Medioevo ogni antica tradizione contro il male era tornata di moda e così fu per l’occhio di tigre che era usato sempre come pietra protettiva contro i sortilegi e i demoni, ed per attrarre ricchezza materiale oltre che spirituale.
  • In India si era soliti donarla ai propri figli per aiutarli a superare tutti le difficoltà e i problemi della vita.

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