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La Pietra di Luna come un raggio di luna

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L’Adularia detta Pietra della Luna fa parte della famiglia dei feldspati, varietà ortoclasio. I suoi cristalli si formano in rombi tendenti al verdino per la presenza di clorite. La sua durezza è 6 su scala Mohs.

Questa pietra fu scoperta dal naturalista lombardo Ermenegildo Pini nel 1780 sulle Alpi Lepontine. Specificatamente era sita nel massiccio dell’Adula e infatti da qui deriva il suo nome.

Un errore molto frequente è spacciare la Labradorite bianca per Adularia ma è un minerale totalmente differente. Tra le due la più pregiata è l’Adularia il cui prezzo è calcolato al carato.

I giacimenti più conosciuti sono in Repubblica Ceca nella zona di Karlsbad e nelle Alpi Svizzere del Canton Ticino.

In gioielleria gli esemplari più usati sono quelli chiamati lunaria perché presentano un gatteggiamento molto luminoso e per esaltarlo il suo taglio è prevalentemente a cabochon. Le riflessature si chiamano adularescenze e sono tipiche dei feldspati, sono dovute alla disposizione in file parallele delle lamelle degli smistamenti pertitici dei feldspati.

In base alle sue inclusioni la si trova di color bruno, rosa, arancio-salmonato o bianco-grigio.

Anche se la sua scoperta ufficiale risale alla fine del 1700, era conosciuta anche nell’antichità. Si pensava catturasse l’energia lunare, il nome della pietra, in lingua hindi, è chandrakant, che vuol dire amato (kant) dalla luna (chandra).

Questa pietra è sempre stata legata alla chiaroveggenza, si pensava che tenendola in bocca si potesse prevedere gli eventi futuri.

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