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L’Ametista, la pietra della spiritualità che allontana le tentazioni.

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Da sempre il suo colore Viola, vitreo, ha sempre catturato l’attenzione dell’uomo fin dai tempi dei Sumeri.

Ogni civiltà che ha cavalcato la notte dei tempi l’ha utilizzata nei più svariati modi scoprendone mille proprietà. Ancora oggi è conosciuta come la pietra papale ed è portata dalla classe vescovile ma la fama che è arrivata fino a noi è che preserva dall’ubriachezza e dai postumi della sbornia oltre che dalle tentazioni in genere.

L’Ametista è un quarzo… si trova in tutto il mondo ma le migliori qualità si trovano in Zambia, Uruguay, Brasile, Madagascar non a caso ne sono anche i maggiori esportatori.

La sua colorazione va dal viola scuro al lilla tenue in base alla percentuale di ferro contenuta e non di rado si intravedono inclusioni. Esiste anche di colorazione verde (Prasiolite) e nera. La colorazione verde è data dal fatto che l’Ametista è stata esposta ad eccessivo calore e quindi diventa prima gialla e poi verde.

La più quotata è quella col colore più intenso e senza inclusioni tipica dell’Uruguay e dell’ Arizona. In Italia piccole formazioni sono state rinvenute in provincia di Trento, Bolzano, Sassari, Grosseto e Torino ma in generale è raro trovarle.

È una gemma che fugge la luce intensa e il calore, infatti se sottoposta a trattamenti termici cambia colore, avete presente l’ametrino? Viola che tende al giallo perché sottoposto a calore. Quindi se avete gioielli con Ametista mi raccomando teneteli accuratamente lontana da fonti eccesive di calore.

La sua bellezza è tale da essere la pietra scelta per far parte della collezione di gioielli reali della Principessa Vittoria di Svezia…Buongustaia! O di quelli reali d’Inghilterra come lo scettro della regina. Ma prima di loro, già altre elìte del passato si erano adornate con questa pietra, faraoni egizi, personaggi di spicco greci e romani, tra gli Ebrei era il simbolo della tribù di Ahlamah.

E’ una pietra che si presta a essere lavorata facilmente e spesso la troviamo incisa anche su gioielli antichi, molti tra i gioielli soprattutto nel Medio Oriente.

Infine riporto le parole di Plinio che rendono bene la considerazione che si aveva per questa pietra e il legame che c’era tra lei e l’uomo:

“Ve ne sono di cinque specie diverse: queste belle pietre sono chiamate da alcuni pederos o anteros e da altri pietre di Venere; la loro bellezza, il loro colore, le rendono degne di questo nome. Se si crede ai maghi, l’ametista preserva dall’ubriachezza. Vogliamo darle anche il nome del Sole e della Luna e appenderla al collo con dei peli di cinocefalo o penne di rondinelle? Respinge il veleno, apre la porta dei palazzi reali, devia la grandine e le cavallette: bisogna però recitare una preghiera, che questi maghi vi insegnano.”

Mitologia:

Ci sono molte leggende che parlano dell’Ametista e la sua origine ma forse la più romantica e che giustifica le sue proprietà è quella che viene dalla Grecia antica.

Un giorno il dio Bacco vide una bellissima fanciulla e se ne innamorò, era una vergine dedita a Diana di nome Ametista. Bacco faceva di tutto per farsi notere da lei e spesso l’avvicinava per poter trascorrere del tempo assieme ma la fanciulla puntualmente lo respingeva seppur garbatamente.

D’altronde il dio era con viso da fauno, una pancia pronunciata e sempre ubriaco, non era certo un personaggio che potesse attrarre una fanciulla.

Un giorno Bacco preso dall’angoscia per i frequenti rifiuti si ubriacò e nel culmine dell’ebrezza decise di punire la fanciulla, aspettò che Ametista andasse al Tempio di Diana per onorarla e si scatenò su di lei con ferocia animale.

La ragazza pregò Diana di aiutarla e la Dea decise di trasformarla in un magnifico cristallo di quarzo bianco e puro.

Quando la sbornia fu passata, Bacco si rese conto di cosa aveva fatto, di come aveva perso il suo amore e provando disprezzo per il vino che lo aveva circuito al punto di fargli perdere il senno, versò il migliore dei suoi vini con una coppa sul cristallo.

Il cristallo assorbì il vino e prese una colorazione violacea tipica del vino.

Da quel giorno l’Ametista divenne simbolo di monito verso gli eccessi, pro-sobrietà ma non solo nei riguardi del vino ma in ogni aspetto della vita dove dipendenza e passione ci porta agli eccessi, eccessi che danneggiano sia noi che gli altri.

È la pietra che calma le dipendenze e dona pace e serenità.

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