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Le perle in terracotta del Ghana

L’argilla è un materiale duttile che si presta bene alle lavorazioni artigianali per liberare l’immaginazione che porta a creare opere e in questo caso, gioielli unici nel loro genere e difficili da reperire.

In questi territori la terracotta veniva usata per molteplici scopi, dalle statuine votive, ai vasi di uso domestico, alle figurine rappresentanti re o dei, ai gioielli ornamentali e tutti fatti con tecniche simili in tutta l’Africa sin dal 2000 a.C., pochi sono i ritrovamenti poiché sono oggetti fragili ma quando si trovano dei reperti si apre un mondo. Solitamente si mischiava l’argilla (abbondante e che a seconda del territorio poteva contenere minerali diversi) con acqua e si cuoceva nella cenere calda o in forni all’aperto che non dovevano superare i 300 C° per non rendere troppo fragili gli oggetti creati.

Famose sono le perle di vetro veneziane che venivano commerciate fiorentemente da Venezia, coi loro significati teumaturgici e apotropaici, hanno conquistato tutti i popoli di questo continente, i capi tribù del Ghana erano soliti portare un genere in particolare: la rosetta. Ancora oggi ogni clan del Krobo conserva i loro gioielli con perle rosetta veneziana da sfoggiare solo in casi speciali, tenute ormai come reliquie ma a noi interessano le perle che ancora oggi vengono prodotte e fanno parte di una tradizione artigianale millenaria.

Le perle in argilla africana erano lavorate ad incisione e traforate, spesso composte in collane con dischi sottili di Scorza di cocco colorati.

Sono gioielli etnici che mantengono il calore e le emozioni di una lavorazione antica tramandata fino ai giorni nostri.

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