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Le pietre false nell’antichità

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I falsi non sono una creazione moderna, da sempre l’uomo si è inventato mille strategie per arricchire di arte e bellezza la sua vita e i gioielli ne sono da sempre la traccia che permette di datare e seguire gli sviluppi tradizionali di ogni civiltà.

Cosa ha portato l’uomo a ricercare come imitare le pietre preziose?

La simulazione delle gemme nasce quando la domanda supera l’offerta. Fin dall’antichità le pietre sono state utilizzate nella gioielleria di ogni civiltà. Si arriva però ad un punto in cui non è più facile reperire gemme colorate per decorare i gioielli, come ad esempio fu per gli egiziani i cui artigiani ad un certo punto furono costretti a trovare dei sostituti delle pietre preziose.

I quarzi sono sempre stati i più facili da reperire e tra i primi metodi utilizzati per creare imitazioni di gemme colorate, fu proprio quello di prendere questi quarzi incolore per amalgamarli con materiali colorati. Tra le prime gemme falsificate furono proprio Corniola e Lapislazzuli. Per simulare i Lapislazzuli gli antichi artigiani mescolavano una piccola quantità di polvere di Quarzo e rame in una poltiglia che veniva riscaldata in forno fino ad ottenere una sorta di ceramica che veniva poi tagliata e levigata ad intarsio.

Un altro metodo di falsificazione del Lapis ma anche di altre pietre, che ci viene dagli artigiani egizi, fu l’uso del vetro poroso da smalto, una delle prime forme di vetro, formato da silice e calce. Il risultato era un vetro opaco molto adatto a sostituire le gemme tanto che ancora oggi in certi musei ciò che è stato catalogato come Lapislazzuli o Turchesi altro non sono che vetrini.

Un’altra tecnica utilizzata in antichità è la tecnica della smaltatura. Molti pezzi sono stati ritrovati nelle tombe egizie, di una fattura talmente particolareggiata e di un vetro incastonato perfettamente, tale da far pensare che il vetro fosse fuso direttamente nella sede, sull’oggetto.

Una tecnica moderna che vede le sue radici nei tempi antichi è quella del niello. Si usano solfati di rame e di argento in una combinazione che riscaldata risulta una sostanza nera, marrone o grigio-azzurra che viene inserita col bulino in solchi di una superficie in oro o argento in base ai motivi decorativi. Questa tecnica veniva utilizzata per accentuare il contrasto tra la superficie metallica e la trama figurativa. Questa fu una delle tecniche molto usata dai Micenei per decorare le lame dei pugnali e le punte delle lance.

I popoli Mesopotamici sapevano lavorare il vetro già nel secondo millennio e tutti i reperti trovati lo dimostrano. Ma non solo, erano esperti anche nella metallurgia e infatti vediamo gioielli in bronzo e rame lavorati a sbalzo e a granulazione per realizzare gioielli di grande raffinatezza decorati con perle di vetro alternati a pietre preziose come Lapislazzuli, Corniole e Quarzi.

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