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L’Obelisco

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Oggi parliamo di un monumento celebrativo e di potere usato fin dai tempi antichi dagli egiziani ma prima ancora dai sumeri. L’obelisco è formato da un tronco di piramide alto e stretto, che culmina con una punta piramidale chiamata pyramidion. Il nome deriva dal greco ‘obelos’, ovvero spiedo e ‘obelisco’ è un diminutivo che vuol dire ‘spiedino’. Gli obelischi antichi venivano ricavati da un unico blocco di pietra (un monolito).

Nel tempo questo monumento è stato riprodotto per usarlo nei modi più disparati. Visto il suo significato di protezione e le aspettative che ricadevano su di esso, ne furono prodotti dei pendenti, modellando metalli come oro o argento oppure sagomando pietre semipreziose portati poi come amuleti per propiziare la buona riuscita di ogni attività o semplicemente la benevolenza e la protezione di qualsiasi potenza benefica che ne viene attratta. Non mancano gli oggetti da decoro per la casa dove la fa da padrona ogni pietra vitrea o cristallo di particolari colore per richiamare protezione nella casa.

La sua scelta che sia gioiello o oggetto d’arredamento, è sempre basata sulla simbologia esoteria mista a sentore di antichità che coinvolge sempre, non passa mai di moda, e come ha sentito dire dai giovani d’oggi “Fa fico! Ci sta!”

Per uso Cristalloterapico oltre alle “bacchette” per energizzare i cristalli durante i trattamenti, esistono anche dei pendenti di cristalli a doppia punta o a forma di obelischi con incastonate le 5 pietre colorate che mi rappresentano i 5 chakra per equilibrare e apportare energia in ogni nostro centro energetico.

Obelisco in geometria

In geometria solida l’obeliscoè un poliedro ottenuto troncando un cuneo con un piano parallelo alla base.

Le sei facce dell’obelisco sono due rettangoli, detti base maggiore e base minore, e due coppie di trapezi isosceli uguali.

Se la base maggiore e la base minore sono simili, l’obelisco è un tronco di piramide.

Obelischi nella storia

La forma dell’obelisco è nota sin dai primordi della civiltà assira, come testimonia l’obelisco nero di re Salmanassar III, risalente al IX secolo a.C., oggi conservato al British Museum di Londra.

La civiltà egizia usava gli obelischi come parte integrante della loro architettura, disposti a coppie erano posti davanti le porte d’entrata dei templi, a noi ne sono arrivati 27. il suo significato era di origine religiosa, simboleggiava il dio Ra del Sole, al tempo di Akhenaton si riteneva un raggio di sole pietrificato. Dove c’è il simbolo del sole c’è potere indiscusso e l’obelisco aveva un ruolo di richiamo e riconoscimento di autorità presso un popolo dove religione e sovranità erano impersonati dalla medesima figura del faraone. Potevano essere costruiti in mattoni o in granito, il più antico obelisco di cui si ha notizia fu eretto a Eliopoli durante il regno di Teti (2345-2333 a.C.). È rimasta la parte superiore di un obelisco in quarzite la cui altezza originale era di circa tre metri.

La cima identificava il Benben (era la collina primigenia che emerse dall’oceano primordiale del Nun, e sulla quale il dio creatore Atum generò se stesso e la prima coppia divina) ed era quasi sempre ricoperta di lamine d’oro, elettro o rame dorato affinché brillasse fulgida illuminata dai raggi solari.

I romani furono affascinati dagli obelischi egizi, per loro la rappresentazione del potere raggiungeva la sua massima espressione. Ancora oggi gli obelischi che si trovano a Roma sono più numerosi di quelli rimasti in Egitto. I romani inoltre scolpirono i loro obelischi in stile egizio, e se ne conoscono cinque situati a Roma.

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