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L’Occhio di Santa Lucia un gioiello portafortuna

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L’Occhio di Santa Lucia è l’opercolo calcareo della specie di mollusco gasteropode, astrea rugosa detta anche trottola rugosa per la forma della conchiglia che assomiglia ad una trottola. Si trova sulle rive sabbiose delle coste del Mar Mediterraneo ed è da sempre considerato un porta fortuna, il suo ritrovamento è indice di buona sorte.

Vive sui fondali rocciosi e il suo nutrimento è prevalentemente costituito da alghe. L’animaletto oltre a costruire la sua conchiglia che gli fa da casa e da protezione, anche un opercolo calcareo ricoperto di uno strato corneo che gli fa come da porta di casa nel momento che si ritira completamente all’interno della conchiglia.

Nel passato le ragazze regalavano un Occhio di Santa Lucia al proprio uomo che doveva partire per mare, per proteggerlo e farlo tornare da loro. Cosi nei secoli divenne un talismano che protegge i viaggiatori e i marinai.

L’Occhio di Santa Lucia ha una colorazione molto bella, di forma tondeggiante, ellittica, spiralata piatta e bianca, la parte che resta all’esterno è convessa e colorata, aranciata.

Come dicevo è sempre stato ritenuto un portafortuna nei secoli e per varie civiltà, in Italia è conosciuto col nome di Occhio di Santa Lucia ma altrove ha altri nomi, vediamone alcuni:

  • “Occhio di Santa Lucia” in Italia
  • “Occhio di Shiva” in India
  • “Moneta di Sirena” in Sudafrica
  • “Occhio di Naxos” in Grecia
  • “Occhio di gatto” in Australia e Nuova Zelanda

Il significato della spirale è spesso associato all’evoluzione e al continuo movimento.

Da sempre ritenuto un amuleto potente contro il malocchio in Sardegna viene chiamato Sa perda ‘e s’ogu e viene incastonato su pendenti o anelli (S’aneddu de sa meigannia ).

L’epoca vittoriana vede l’apice del suo utilizzo nei gioielli, incastonata con altre pietre.

In Cristalloterapia viene usata per sviluppare il terzo occhio, nello specifico l’intuito e la comprensione divina ma anche per tutte le malattie degli occhi, soprattutto la cataratta.

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