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L’oro della Siberia

lo scioglimento del permafrost apre la corsa all’avorio dei Mammut!

Ma di cosa stiamo parlando? Avorio preistorico niente popò di meno!

Nella sola regione della Sacha-Jacuzia è stimato un “tesoro” da 500 mila tonnellate di ossa e zanne di Mammut che lo scioglimento dei ghiacci sta portando alla luce.

Le autorità russe riportano che il rapido disgelo della tundra sta rendendo sempre più facile il reperimento delle ossa di questi grandi mammiferi estinti da migliaia di anni. Stimano in 500 mila tonnellate le riserve di ossa e zanne di Mammut depositate sotto lo strato ghiacciato del permafrost russo. Zanne e scheletri sono particolarmente richiesti sul mercato cinese e la crescita dell’offerta potrebbe alimentare pratiche d’estrazione sempre più aggressive.

Questo “oro bianco” nella sola regione della Sacha-Jacuzia, nel nord est della Siberia, rappresenta l’80% del mercato russo, non ci sono regolamentazioni a riguardo. Il mercato dell’avorio di Mammut estratto dal permafrost vale oltre 44 milioni di euro annui.

Per la Cina è un boccone molto appetibile poiché sostituisce quello che arriva dall’Africa attualmente illegale.

Molte sono le opere artistiche e artigianali che hanno distinto i popoli asiatici dal resto del mondo, ancora oggi troviamo in qualche mercatino d’antiquariato soprammobili e gioielli fatti in avorio di Mammut. Un esempio lo si trova nei numerosi oggetti che sono esposti al Museo di Arte Orientale a Venezia, oggetti tradizionali, anche di uso quotidiano come i pettini, finemente decorati, incisi, che vale la pena visitare. In questo senso è bello vedere come l’ingegno e la creatività rendono un avorio preistorico un pezzo unico e apprezzato.

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