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Monili di Ambra nei nuraghi di Sardegna

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Nei primi del ‘900 i reperti archeologici appartenenti alla Collezione Dessì vennero donati al Museo Archeologico Nazionale G.A.Sanna di Sassari. La Collezione vanta molti reperti in monili, monete e accessori militari risalenti al periodo tardoromano e altomedievale ma non di tutti se ne conosce l’esatto luogo di ritrovamento.

Nel 1981 venne pubblicato un importante lavoro sui ritrovamenti di Ambra nell’isola, sulla loro lavorazione e diversità di provenienza. Alcune forme curiose destano interesse perché confrontabili con ambre lavorate dei centri protovillanoviani del XI-X a.C.

In generale le perle di Ambra hanno forme quali ovoidali, lenticolari, dioscidi, accettina, placche rettangolari, tubolari, più raramente pezzi unici conici, trapezioidale  a sezione ellittica decorato da tre coppie di costolature verticali sulla sola faccia superiore.

Nei luoghi di culto nuragici come Attentu, Serra Niedda a Sorso, S.Antonio a Siligo, Su Monte a Sorradile si  sono trovate e documentate molte collane con perle di queste forme che hanno aiutato a capire qualcosa in più di alcuni pezzi della Collezione Dessì.

Ancora non sono state effettuate analisi gemmologiche sui pezzi di Ambra trovati, si constatano perle succiniche, perle gialle, gialle opache ma anche rosse traslucide o più scure come l’Ambra del Simeto o anche arancioni.

È un grave limite non avere notizie precise sugli scavi perché forme e colori così diversi suggeriscono luoghi di origine diversi ma anche laboratori artigiani diversi. Infatti i reperti comprendono pezzi di diversi ambiti culturali tra i quali molti monili di età bizantina dal sepolcreto di Monte Ultana, nell’agro di Laerru dove si trovarono anche molte armi in ferro, armille in argento e fibule di bronzo ma soprattutto dove i monili di Ambra assomigliano a quelli trovati nel nuraghe Attentu.

L’Ambra era molto difficile da trovare attraverso le normali vie commerciali quindi i monili composti da più grani di Ambra o con particolari lavorazioni fa intendere che all’interno dei sepolcri potessero esserci donne di un certo rango sociale.

I grani di Ambra a chicco di caffè è tipica dei secoli VI-VII d.C. e li troviamo nella necropoli di Cornus a Cuglieri ma ancora più interessante è che si tratta di Ambra rossa. Assieme sono stati ritrovati monili in perle vitree verdi e blu e a forma di occhio (queste ultime si sono ritrovate nel pozzo nuragico di Cuccuddàdas-Su Presòni a Cardedu, nella Domus dell’Ariete di Perfugas, di Ispinigoli a Dorgali e a Sa Jacca di Busachi). L’Ambra trovata a Serra Orrios a Dorgali è molto interessante perché è stata ritrovata negli strati di quella che doveva essere una capanna assieme a molti bracciali in argento. Questo fa pensare che si trattasse di un laboratorio di un orefice ma non solo, le tematiche esornative di questi bracciali sono gli stessi che si sono trovati a Volpago (BL) e a Vittorio Veneto (TV) risalenti al periodo altomedievale.

Nel 1962 si sono trovati in località Serrai nell’agro di Serri, dei sepolcri maschili e femminili dove oltre ad armi ed equipaggiamenti militari troviamo dell’Ambra rossiccia con forme cilindriche e a olivella, molto pregiati che ci fanno capire che molto probabilmente si trattava di membri di un nucleo parentale di soldati-coloni che esibivano nell’equipaggiamento e nell’abbigliamento lo status symbol conseguito dal clan familiare.

Rilevante anche i numerosi ritrovamenti nella necropoli di Lochele nel 1987: abbiamo dimensioni variabili di perle in pasta vitrea nei colori, giallo, verde, blu e bianco; l’Ambra rosso opaco è sagomata in forma subellittica tendente al piriforme, globoide, prismatica a sezione triangolare assieme ad oggetti di bronzo di epoca medievale; significative le sagome che si possono paragonare a quelle dei reperti pervenuti nelle tombe altomedievali di Maserada sul Piave (TV).

Tutto questo ci rivela come in Sardegna si impiegava l’Ambra nell’ornatus femminile nel tardoromano/altomedievale e tutte in località interne all’isola, come ostentazione di status personale e del clan familiare. In questo periodo in Europa la pregiata resina fossile aveva poca circolazione, poco commercio e questo ci fa intendere che c’erano scambi commerciali direttamente coi luoghi di origine dell’Ambra, come dimostrano anche le altre perle in pasta vitrea di ampia circolazione mediterranea e le armi militari.

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