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Morganite, Eliodoro, Goshenite e lo Smeraldo Rosso

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La Morganite fa parte della famiglia dei berilli come lo Smeraldo e l’Acquamarina e fu scoperta in Madagascar nel 1911. La sua durezza è di 7,5 su scala Mohs e il suo aspetto è vitreo e lucido, il colore pesca deriva dalla presenza di manganese nella sua composizione, che le dona dolcezza. È una di quelle pietre che potrebbe mostrare segni di gatteggiamento. La si trova per estrazione in Afghanistan, Madagascar e in Brasile.

Essendo una scoperta recente non si porta appresso né una storia né leggende ma il suo gentile colore lo vede bene associato a tutti i sentimenti legati a dolcezza, tenerezza e amore.

È una pietra che non contiene inclusioni di alcuna sorta ad occhio nudo, è pura e limpida.

Il taglio che predilige come lo Smeraldo è a gradini.

Per la pulizia va bene il trattamento al vapore ma sarebbe bene evitare gli ultrasuoni.

In Cristalloterapia viene usato come talismano per riconnettersi all’amore divino e proteggere le persone che lavorano con i soldi, migliora la comunicazione e calma le emozioni e lo stress.

Lo stesso scopritore della Kunzite ha scoperto anche la Morganite, è George Kuntz, gemmologo di fama mondiale che la battezzò col nome del suo amico collezionista americano Morgan.

Nel secolo in cui fu scoperta andava l’usanza del debutto in società delle giovani e quale pietra poteva meglio rappresentare l’evento, quindi divenne un regalo ambito in questo senso come simbolo di femminilità e purezza.

Il suo colore così elegante e romantico la porta ad essere una gemma adatta per essere incastonata nell’anello di fidanzamento.

L’Eliodoro è un berillo di colore giallo, splendente come il sole, vitreo, trasparente puro come solo le gemme di berillo possono essere così naturalmente, infatti il suo nome significa appunto “dono del sole”. Il suo colore così brillante è causato dal contenuto di ferro trivalente la cui concentrazione dona un colore più pallido o più carico. L’origine di questa pietra è da miniere in Ucraina, Tagikistan e stati limitrofi dell’ex Unione Sovietica.

Conosciuto fin dal passato si pensava sviluppasse l’intelletto e quindi veniva portato dagli uomini di conoscenza e scienza.

In cristalloterapia viene usato per proteggere ed equilibrare l’asse fegato-stomaco-pancreas-milza e per aumentare il sistema immunitario. Aiuta in situazione di mutevolezza e adattamento infatti si associa al segno dei Gemelli, maestro di adattamento nelle situazioni difficili e dalle veloci soluzioni.

Come tutti i berilli anche l’Eliodoro ha bisogno della sua pulizia che troviamo ottimale farla con l’acqua corrente, alla luna piena o al sole anche se non in luce diretta.

La Goshenite è il berillo alcalino incolore, il berillo può presentarsi in un’ampia gamma di colori, tra cui verde, blu, rosa, dorato, rosso e bianco o incolore. Tecnicamente, Goshenite è la forma più pura di berillo, poiché manca di coloranti e impurità.

È stata scoperta per la prima volta nella piccola città di Goshen, situata nella contea di Hampshire, nel Massachusetts occidentale. Vi dico questa curiosità: prima dell’introduzione dei diamanti sintetici, la Goshenite veniva spesso utilizzata come alternativa al diamante.

Un’altra curiosità è che la Goshenite era un tempo utilizzata per la produzione di occhiali da vista, per la sua eccellente trasparenza.
Può essere trovata un po’ in tutto il mondo, inclusi Nord e Sud America, Cina, Canada, Russia, Messico, Colombia, Nord Europa, Africa e Asia. Si pensa che il materiale più grande, pulito e di migliore qualità si trovi in Brasile.

Sembra che in Cristalloterapia venga usata per mettere in collegamento il corpo fisico e la mente psichica portando chiarezza e verità in rilievo. La Goshenite era menzionata nelle antiche scritture irlandesi, per quanto riguarda la sua importanza e popolarità come strumento di divinazione, molto preferito rispetto ad altri strumenti di divinazione tradizionali irlandesi. Si ritiene che la Goshenite aiuti le persone a vedere le situazioni da diverse prospettive, rafforzando la vista e l’elaborazione, è noto come pietra equilibratrice.

Il raro, affascinante, desiderato Smeraldo rosso è la varietà di berillo rosso chiamata bixbite. O meglio precedentemente denominato bixbite, il termine è stato deprecato dalla CIBJO in seguito alla possibile confusione con il minerale bixbyite.

Si forma sulle montagne dello Utah, dove è stato scoperto nel 1904, altri ritrovamenti si sono registrati poi in Colorado, nell’Idaho e nel Nuovo Messico. Il Berillo Rosso al momento è stato ritrovato quindi, soltanto nel Nord America e grazie alla sua rarità vale più dell’oro. Il rosso è causato dall’alta percentuale di manganese ossidata contenuta. Tutto ciò che gira attorno a questa pietra riguarda la fortuna, si può dire che rappresenta la fortuna. Tanto per fare un confronto con il re delle pietre: si estrae un berillo rosso ogni 150 mila diamanti. Proprio per la rarità e il valore, ma anche per la complessità del colore, il berillo ha conquistato il titolo di pietra più desiderata già nel 2006.

Il primo a scoprire un Berillo Rosso fu Maynard Bixby, un geologo americano che trovò il primissimo esemplare di Berillo Rosso.

Presso alcune popolazioni, i berilli hanno anche dei poteri energetici che possono influire sulla salute del corpo. In India, in Cina ma anche in Irlanda alcune antiche leggende vogliono che si usi la pietra di Berillo per purificare il corpo, abbattere il nervosismo e aumentare la stima di sé. Come la Morganite anche lo Smeraldo rosso è appena stato scoperto quindi è tutto da sperimentare.

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