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Potere, criminalità e sfruttamento attorno alla Giada

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Come per i Diamanti insanguinati (vedi Diamante Hope), anche la Giada nasconde dietro ad una patina lucente un mondo di criminalità organizzata e di sfruttamento. Nonostante la sua fama, la sua storia si è spesso macchiata di sangue e sfruttamento. Attualmente i “nuovi ricchi” della borghesia cinese si stanno interessando sempre più al verde minerale, tanto che in anni recenti il prezzo è salito a tal punto da superare quello dell’oro: parliamo di circa 107 dollari al grammo contro i 45 dell’oro! A livello mondiale, secondo il portale Insider, il mercato della Giada ha un valore superiore ai 31 miliardi di dollari e il Myanmar (Birmania), principale produttore, con l’estrazione di questo minerale copre circa metà del proprio PIL.


Business, corruzione e criminalità in questi contesti spesso coesistono, come per i Diamanti. È qui che comincia la nostra storia di sangue e sfruttamento. Le miniere di Giada sono distribuite in diverse aree del mondo come nel sud-est asiatico, in Australia, in America settentrionale e in Cina. Il più grande esportatore è però il Myanmar, un piccolo stato al confine con la Thailandia che ne produce il 70% del totale mondiale. Come se non bastasse la specie mineralogica estratta è la giadeite che è quella con la qualità più alta al mondo. Le miniere in questo territorio sono posizionate in aree boschive molto fitte, difficili da raggiungere e viene volutamente tenuta poco visibile e raggiungibile, così da permettere un più agile controllo da parte delle forze armate locali. Spesso infatti una buona parte delle tasse estrattive viene utilizzata per finanziare attività illecite e miliziani coinvolti in guerre civili locali. Diversi reportage internazionali, tra i quali quelli del Guardian e del New York Times, hanno documentato la delicatissima situazione dei minatori locali.

Quello che ne è emerso è che sono spesso mantenuti in una condizione di semi-schiavitù, con orari di lavoro massacranti, assenza di qualsivoglia tipo di tutela e, soprattutto, vengono introdotti al mondo delle droghe. Queste, inizialmente “regalate” dalle aziende per rendere meno pesante il lavoro in miniera, creano ovviamente dipendenza e i lavoratori, anziché essere pagati in denaro, finiscono con l’essere pagati in eroina (a sua volta derivante da traffici illeciti). Come se non bastasse frane e catastrofi naturali coinvolgono molti minatori che ogni anno perdono la vita.

Ho sempre scritto di come i gioielli raccontassero la storia dell’uomo ma in alcune occasioni la storia che la accompagna non è piacevole come quella della Giada che persevera ai giorni nostri!

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