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Quel minerale extraterrestre che fu trovato in una miniera di Israele

Avevo già accennato di minerali extraterrestri: l’osbornite del Diamante Enigma, il Libyan glass dello scarabeo di Tutankhamon, oggi vi parlo di un altro minerale eccezionalmente bello e più duro del Diamante che si pensava provenisse solo dai meteoriti dello spazio.

Non per essere polemici ma molte conoscenze del mondo antico sono andate perse nella notte dei tempi, cancellate dalla memoria e anche questa gemma nasconde una misteriosa storia.

Nel nord di Israele, nella Valle di Zevulum, non lontano dal Monte Carmelo è stata scoperta un’antica miniera di una pietra che è stata chiamata Carmeltazite, nei pressi del fiume Qishon, vicino Haifa. Il Monte Carmelo, in ebraico Har ha Karmell o Kerem-El, (in italiano Vigna del Signore), è ubicata nell’Alta Galilea.

Si conosce il luogo nella storia antica poiché è riportato nella Bibbia, che nel IX secolo a.C. sul Monte Carmelo ebbe residenza e ristoro dalle sue fatiche il profeta Elia.

É composta da titanio, alluminio e Zirconio ed è più dura del Diamante, non so se si può dire malamente 11 su 10 su scala Mohs!

La scoperta risale al 2019 e fino ad allora era ritenuta una pietra introvabile sul nostro pianeta, veniva osservato solo su resti di meteoriti e perciò considerato extraterrestre.

Solo un altro minerale ha simili caratteristiche, l’allendeite, ma anche questo trovato sui resti del meteorite di Allende precipitato nel 1969 sul nostro pianeta.

Una colorazione azzurra-blu vitrea senza riflessi interni che assomiglia all’Apatite ma dalle caratteristiche uniche, altri colori che lo caratterizzano sono tutte le sfumature che vanno dal marrone scuro al verde scuro. Gli scienziati lo descrivono un materiale dai molteplici utilizzi grazie alla sua particolare durezza ma la sua bellezza di colori lo rende una gemma ricercatissima per dei gioielli. Certo che il commercio della gioielleria acquisterebbe un bello slancio dalla presenza di tanta rarità! Sì poiché ad oggi l’unico luogo di ritrovamento su tutta la faccia del pianeta è solo in quell’area vulcanica del nord di Israele.

Questa miniera nasconde dei minerali di Carmeltazite formatasi nell’ultimo periodo dell’era Mesozoica, milioni di anni fa, un po’ come l’età dell’osbornite, e la zona del Carmelo aveva le giuste caratteristiche per la sua formazione poiché, ai tempi, era ricca di attività vulcanica in una terra ricca di cunicoli sotterranei. Un altro particolare è che si forma all’interno dei Corindoni che hanno un nome ben definito in Israele “Carmel Sapphire”.

Il suo nome deriva in parte dal Monte Carmelo e in parte dai minerali che lo compongono “taz” cioè titanio, alluminio e zircone.

La sua scoperta è stata portata avanti da un gruppo guidato dal geologo William Griffin dell’Università Macquarie in Australia e ha visto la collaborazione, neanche a parlarne, di accademici provenienti da istituti universitari italiani come Luca Bindi (Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Firenze) e Fernando Cámara (Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio”, Università degli Studi di Milano).

Direi che a questo punto, molti ritrovamenti di gioielli antichi con gemme incastonate, spesso date per scontate, dovrebbero essere ripresi in mano ed analizzati con dovizia di causa…è un pensiero tutto mio…ma si potrebbe estrapolare qualche sorpresa che potrebbe riscrivere la storia, non sarebbe la prima volta!

Questo articolo ha un commento

  1. Alice

    Questa pietra mi affascina molto, tanto che ho visitato il commento su essa più di una volta: peccato che si conosca poca storia sulle sue proprietà .

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