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VETRI NATURALI E FAIANCE

Abbiamo già parlato dell’Ossidiana, una pietra che altro non è che un vetro naturale di origine vulcanica a base di silicio e alcali. Il suo taglio è preciso e la sua superficie è lucida e riflettente donando ai gioielli un’estetica molto luminosa. Fin dalla preistoria è stata cercata dall’uomo sia per creare gioielli sia per fabbricare oggetti contundenti per la caccia, lo dimostrano i 250  pozzi di estrazione rinvenuti in Georgia nel Caucaso. Gioielli appartenenti al periodo Neolitico sono stati ritrovati nel Vicino Oriente, in Anatolia, in Iran e in varie isole del Mediterraneo occidentali come la Sardegna.

Le forme più usuali erano perle, pendenti circolari, cilindrici, ovali, a disco e a mezzaluna associati a materiali come perle di argilla e conchiglie.

Più vicino a noi, in tempi storicamente documentati troviamo oggetti come sigilli, anelli incastonati, perle lavorate e cammei. Era considerato un bene simbolico ricercato, lo prova il fatto che i siti di estrazione erano siti a centinaia di chilometri dalle sepolture dove sono stati ritrovati.

Museo in Australia

Un altro vetro naturale di cui abbiamo già parlato è il Lybian glass. Questo vetro è costituito da diossido di silicio tipico dell’Africa nel deserto sud-occidentale egiziano. Anche per questo materiale troviamo un utilizzo da parte dell’uomo risalente al Paleolitico, il suo colore giallo-verdastro è sempre stato una caratteristica di attrazione. Anche questa gemma era rivestita di un alto valore simbolico e magico usata prettamente dalla cultura egiziana (ricordo l’enorme scarabeo incastonato al centro del maestoso pettorale di Tutankhamon).

La Faiance è un materiale che precede quello che è il vetro per come lo conosciamo oggi. Il nucleo è formato da un cuore argilloso-ceramico in cui è presente una componente silicea che, sottoposta ad elevata temperatura, migra in superficie conferendo all’oggetto resistenza e lucentezza. Nasce con lo sviluppo della lavorazione della terracotta nel V-IV millennio a.C. e molti oggetti sono stati rinvenuti nell’alta Mesopotamia come perle, pendenti, placche…gli Egizi la conoscevano come Thnt (ciò che è brillante, scintillante o abbagliante).

Essendo un materiale molto manipolabile al quale venivano conferiti molteplicità di colori e che quindi si prestava bene a ispirare la creazione di una moltitudine di gioielli particolari anche come forme che solitamente imitavano quelle della natura. Il colore più usato era l’azzurro intenso a causa del contenuto di ossido di rame nel composto di silicio, il quale prese il nome di Blue Faiance.

Anche le popolazioni come  la civiltà minoica e quella micenea hanno fatto largo uso delle Faiance. Invece in Europa l’arrivo di questa tecnica arcaica risale all’Età del Bronzo antica e le perle ritrovate sono prevalentemente di forma biconica e i luoghi di ritrovamento più importanti sono la Francia, l’Inghilterra e il Bacino Carpatico-Danubiano

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